RC AUTO. Governo verso il taglio delle tariffe

Il fenomeno tutto italiano del caro Rc auto potrebbe trovare presto una soluzione. Nell’incontro che si è svolto oggi tra il Ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e i presidenti di Ania e Isvap, Fabio Cerchiai e Giancarlo Giannini, si è parlato di possibili misure per "ridurre in modo sensibile il costo medio dell’Rc auto".

Il Ministro Romani ha detto che "il governo ritiene inammissibile che il costo medio dell’Rc auto in Italia sia di 400 euro, contro i 200 del resto d’Europa". "Per fortuna – ha ricordato Romani – per tagliare le tariffe esiste una proposta che è già in commissione Finanze della Camera che potremmo avallare come governo in accordo con le opposizioni, per fare un ragionamento complessivo". Per questo il Ministro dello Sviluppo economico incontrerà la prossima settimana i parlamentari che lavorano alla proposta; se non fosse possibile percorrere questa strada, il governo potrebbe "inserire alcune norme nel ddl concorrenza".

Romani ha poi parlato della necessità di intervenire sul problema gigantesco delle frodi. "In Italia – ha detto – ci sono oltre 4 milioni di sinistri contro i 2,1 milioni della Francia. E’ una realtà tipica e specifica diversa che dobbiamo affrontare con Isvap e Ania".

A tal proposito il presidente dell’Ania, Fabio Cerchiai, ha ribadito l’importanza dell’istituzione dell’agenzia pubblica antifrode, per contrastare il fenomeno delle frodi e ridurre, di conseguenza, le tariffe. Cerchiai ha sottolineato che anche le compagnie assicuratrici "convengono sulla necessità di intervenire per ridurre i costi, che è la premessa per un taglio dei prezzi". L’agenzia "deve essere istituita per legge e sia il Ministro Romani che il Presidente dell’Isvap Giannini ne condividono l’urgenza. Cerchiai ha parlato della necessità di una revisione del meccanismo del bonus malus, ricordando che la legge Bersani "ha peggiorato le cose, perché ha diminuito l’onerosità per chi fa gli incidenti a svantaggio della collettività".

L’Isvap, dal canto suo, è convinta che "sia possibile un calo del costo dell’Rc auto del 15-18%". Per questo l’Autorithy ha sottoposto nei giorni scorsi alcune misure a Governo e Parlamento. Il Presidente Giannini ha sottolineato la necessità di "potenziare le reti delle liquidazioni dei sinistri da parte delle compagnie, per contrastare le frodi". "E dal 1° gennaio – ha ricordato Giannini – c’é la nuova banca dati sinistri dell’Isvap che ha superato i limiti imposti dalla legge sulla privacy e che consente di scandagliare sinistro per sinistro tutti quelli pregressi".

Immediati i commenti delle Associazioni dei consumatori all’incontro odierno. "Sarebbe ora che qualcuno veramente ci mettesse le mani all’interno della questione delle tariffe Rc auto – dichiarano i presidenti di Federconsumatori e Adusbef, Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti – Basti pensare che nel 2010 sono aumentate del 17% e previsioni 2011 dell’11-12 % (con aumenti complessivi di circa 250 Euro annui), è una cosa del tutto inaccettabile che in un biennio vi sia un aumento di quasi un terzo delle tariffe dopo che dal ’94 sono aumentate del 174%. Il superamento di questa problematica – continuano i due presidenti – non è certo solo riconducibile a frodi nel sistema, che giustamente devono essere combattute, visto che la percentuale delle stesse è attorno ad un 6-7%".

"Vi è invece da ragionare su tutta la filiera organizzativa delle compagnie di assicurazione per eliminare inefficienze e speculazioni a partire dai rigonfiamenti dei costi che molti contenziosi legali determinano. Sarebbe opportuno – concludono Trefiletti e Lannutti – che il ministero prima di ascoltare chi lucra in questo settore avesse ascoltato chi effettivamente se ne intende e chi soffre principalmente di queste onerose tariffe che hanno il triste primato di essere tra le più care a livello internazionale".

Adiconsum sottolinea che tutti gli interventi per contrastare le frodi trovano il favore dei consumatori che in ultima analisi ne pagano i costi. "L’Agenzia Antifrodi – precisa l’Associazione – non è sufficiente, ma occorre una decisa volontà delle compagnie di contrastare tutti quei fenomeni di rendita presenti nel sistema assicurativo oltre che di frode. I consumatori chiedono quindi al Ministro di essere ascoltati. C’è bisogno di mettere a fuoco anche la qualità del servizio reso agli assicurati sia andando ad una revisione dell’indennizzo diretto, ma soprattutto vincolando le compagnie ad avere centri di liquidazione in tutto il territorio nazionale". "Oltre alla riduzione delle tariffe – conclude Paolo Landi, Segretario generale di Adiconsum – è indispensabile garantire anche il servizio di liquidazione nelle Regioni del Mezzogiorno".

Il Codacons e l’Associazione Tutela Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi, ricordano che negli ultimi mesi del 2010 le tariffe Rc auto hanno registrato rincari stellari, con aumenti medi del 30% anche in assenza di sinistri. "La prova incontrovertibile di tali abnormi rincari – si legge in una nota del Codacons – viene direttamente dagli assicurati, le cui segnalazioni sugli aumenti ingiustificati delle assicurazioni sono state raccolte attraverso il blog del presidente Codacons www.carlorienzi.it". "Ciò che avviene in Italia nel settore Rc auto è una vergogna – afferma Carlo Rienzi – non solo le tariffe sono sensibilmente più elevate rispetto al resto del mondo, ma addirittura nel corso di pochi anni hanno registrato aumenti astronomici, facendo segnare un +180% dal 1994 ad oggi". "Invieremo il dossier sull’Rc auto al Ministro Romani, affinché si faccia una idea dei rincari dell’ultimo periodo – conclude Rienzi – ed invitiamo gli utenti a segnalare aumenti ingiustificati delle polizze alla pagina http://www.carlorienzi.it/?p=253 "

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