RC AUTO. In calo le polizze contro furto e incendio, Facile.it: in 18 mesi -20%

Nel 2010 i veicoli rubati sono stati oltre 124.000. Nonostante questo numero elevato sono sempre meno gli italiani che vogliono assicurarsi contro il furto. A luglio 2009 il 32,9% dei preventivi di assicurazione includeva la copertura contro furto e incendio, mentre nel periodo febbraio-aprile 2011 la percentuale è scesa all’11%. Sono i dati di Facile.it – il comparatore di RC auto e moto – che fa il punto sull’attenzione degli italiani riguardo a questo tipo di copertura, ormai conosciuta ai più ma non per questo richiesta come ci si potrebbe aspettare. Questo dato, emerso dall’analisi di circa 800.000 richieste di preventivo giunte al sito negli ultimi 3 mesi, rappresenta la conferma di un trend negativo, che ha visto la percentuale delle polizze furto e incendio scendere progressivamente negli ultimi 18 mesi di oltre il 20%.

Perché succede questo? Da una parte c’è la crescente attenzione dei concessionari e delle case produttrici di automobili, che sempre più spesso offrono, compresa nel prezzo di vendita, anche una copertura assicurativa (per uno o più anni) di furto e incendio. Il secondo elemento che può spiegare questo drastico calo è l’aumento dei premi di RC auto e moto – secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, l’incremento medio annuo è stato del 12% – e questo sta portando sempre più italiani a tagliare, erroneamente, sulle coperture aggiuntive.

"Tirare la cinghia e rinunciare ad una sicurezza ulteriore – dichiara Alberto Genovese, Amministratore Delegato di Facile.it – può anche portare un vantaggio sul breve periodo, ma non è, a ben vedere, la scelta più oculata. Soprattutto se abbiamo ancora delle rate da saldare proteggere l’auto è indispensabile, per non dover incappare nel problema di pagare per un veicolo che non possediamo più".

Ci sono comunque differenze tra le Regioni: in Puglia e in Campania, dove i premi assicurativi sono più elevati, questa garanzia aggiuntiva è decisamente meno richiesta. Ma anche nel migliore dei risultati, quello lombardo, si evidenzia un brusco calo: in Lombardia a luglio 2009 la percentuale registrata era del 48,8%, oggi del 22.14%.

 

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