RC AUTO. Indagine Antitrust: le voci di Mr Prezzi, di Adiconsum e di Lirosi (Pd)

L’apertura dell’indagine Antitrust sui costi dell’Rc auto viene accolta positivamente dal Garante per la sorveglianza dei prezzi Roberto Sambuco, per il quale "l’indagine è opportuna". Aggiunge il Garante: "Non sappiamo quali saranno i risultati finali dell’indagine aperta ma già sappiamo quale intervento è necessario: una ulteriore riforma, un intervento serio ed incisivo diretto a favorire una maggiore trasparenza e concorrenza a tutela della capacità d’acquisto dei consumatori".

Sono in particolare due le anomalie riscontrate dal Garante Prezzi nell’andamento delle tariffe assicurative sui mezzi di trasporto. Una riguarda la crescita dei prezzi, che in Italia nel triennio 2007-2009 è superiore all’area euro: "Nel 2009, in particolare, rispetto all’anno precedente, le tariffe sono cresciute del 2,1% nella media dei Paesi dell’Unione monetaria: in Italia ben del 2,9%, in Francia dell’1,6%, in Germania del 2%, in Spagna dell’1,3%. Il differenziale dei tassi di crescita tra Europa e Italia cresce vertiginosamente nei primi tre mesi del 2010 (ultimo dato disponibile è quello di marzo), passa infatti da 1,5 punti percentuali di dicembre 2009 ai 2,6 punti di marzo 2010. Questo sta penalizzando i consumatori italiani rispetto a quelli europei".

Un altro dato segnalato da Mr Prezzi è la differenza fra l’aumento dei prezzi generale e l’aumento delle tariffe nel settore Rc Auto: in particolare, ad aprile "la crescita su base annua dell’Rc Auto è del 6,1%, sensibilmente superiore al +1,5% dell’inflazione generale, e in accelerazione rispetto al mese precedente (+5,8%). Questo dato impone gli approfondimenti che l’Antitrust si sta apprestando a fare. Il dato dell’aumento delle polizze è più lampante proprio perché cade in un periodo di bassa inflazione che non giustifica aumenti di prezzo cosi pesanti".

Sulla decisione dell’Antitrust ritorna Adiconsum, che chiede al Governo di fare la sua parte facendo decollare l’Agenzia antifrode. L’associazione sottolinea che il caro tariffe nell’Rc auto evidenzia la scarsa concorrenza del settore: "Giusta quindi la decisione del Presidente Catricalà di indagare su aumenti assolutamente inaccettabili e ingiustificati in un periodo di inflazione zero e con redditi delle famiglie in calo". Per l’associazione, però, servono anche altri provvedimenti da parte del Governo. Questi: una banca dati contro i falsi sinistri, una normativa sul danno biologico, criteri trasparenti e vincolanti sul bonus malus e norme che impediscano la disdetta unilaterale da parte delle compagnie nei confronti degli assicurati con il massimo del bonus.

Una rapida conclusione dell’indagine è quanto chiede Antonio Lirosi, responsabile commercio e diritti dei consumatori del Pd, che commenta: "È inaccettabile che, anche in anni di crisi economica come questo, le imprese di assicurazione trovino ogni pretesto per decidere unilateralmente aumenti tariffari a due cifre che colpiscono soprattutto gli automobilisti più virtuosi e che sono poi la stragrande maggioranza".

Aggiunge Lirosi: "Bene l’indagine dell’Antitrust, anzi è auspicabile una sua rapida conclusione per verificare se i titolari delle polizze sono stati usati dalle compagnie come ammortizzatori per compensare gli effetti della crisi economica e del calo delle vendite di automobili che pure dovrebbe aver inciso in qualche misura nel settore assicurativo. Si ha il sospetto che vengano presi a pretesto adeguamenti dei massimali previsti dalla legge, presunti e non riscontrabili incrementi del costo complessivo dei sinistri e addirittura le norme proconcorrenziali del 2006 di Bersani per giustificare incrementi tariffari che invece potrebbero avere il solo fine di mantenere elevati gli utili delle società quotate e i dividendi azionari, come se la crisi non ci fosse stata per il mondo assicurativo protetto dalla legge".

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