RC AUTO. Isvap, l’Ania si difende e i Consumatori attaccano

Aumenti allarmanti e ampiamente annunciati, ricadute pesanti sui cittadini, necessità di intervenire contro le frodi e di abbassare le tariffe, note critiche nei confronti della stessa Isvap nonché le dichiarazioni dell’Ania, che si difende sostenendo che i costi delle imprese di assicurazione sono i più alti d’Europa: è un putiferio di dichiarazioni, commenti e proposte quello scatenato dalla Relazione annuale Isvap di oggi, che punta il dito in modo netto contro gli aumenti dell’rc auto, considerato il tallone d’Achille di tutto il sistema.

L’Ania, l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, si difende in questo modo: "I prezzi rc auto sono alti in Italia perché i costi sopportati dalle imprese di assicurazione sono abnormi, i più alti d’Europa. La frequenza dei sinistri (pari all’8,6% nel 2009) è del tutto fuori linea nel confronto europeo e assolutamente anomalo è il numero dei feriti risarciti dalle imprese di assicurazione (oltre 1 milione di persone)". Alla base degli aumenti dei prezzi, pone le seguenti motivazioni: "una legislazione che permette di considerare permanenti microinvalidità che in tutta Europa non sono considerate tali"; "un praticato della giustizia benevolente verso un uso improprio dell’assicurazione, che finisce con l’avere la funzione di un ingiustificato ammortizzatore sociale"; "un inadeguato contrasto delle frodi e delle speculazioni che sono sempre più diffuse"; "norme sbagliate e distorsive che impediscono il corretto funzionamento del mercato"; "inspiegabili ritardi nell’attuazione della normativa prevista dal Codice delle assicurazioni per la valutazione dei sinistri più gravi". Per l’Ania "le inefficienze e le distorsioni sono esterne al settore assicurativo". Le richieste: costituire un’agenzia pubblica per il contrasto alle frodi; fare una "corretta valutazione delle microlesioni di lievissima entità"; approvare la disciplina sul risarcimento delle lesioni gravi. L’Ania la spiega così: "Il Codice delle assicurazioni prevedeva l’introduzione di una tabella per la valutazione economica anche delle lesioni gravi, in quanto il legislatore aveva ben chiara l’opportunità di garantire su tutto il territorio nazionale un risarcimento del danno che fosse equilibrato, sostenibile e adeguato. A tutt’oggi tale norma non ha trovato applicazione; ne è derivato, sulla base delle decisioni del tribunale di Milano applicate da circa sessanta tribunali, un aumento del 15% degli importi destinati a risarcire le lesioni gravi, con un incremento dei costi complessivi della rc auto del 5%".

Naturalmente di parere opposto sono le associazioni di Consumatori, che da tempo denunciano i rincari rc auto e le ripercussioni sulle tasche di cittadini e automobilisti.

Per il Movimento Consumatori, quelli dell’Isvap sono dati "allarmanti". Commenta il presidente Lorenzo Miozzi: "Il mercato dell’rc auto è ‘drogato’ da continui aumenti ingiustificati. Negli ultimi quindici anni c’è stata un’impennata di ben il 170%. Che fine hanno fatto l’indennizzo diretto, gli agenti plurimandatari introdotti da Bersani? Questi provvedimenti, che dovevano garantire la diminuzione dei prezzi delle polizze, sembra non abbiano trovato spazio. Inoltre, la comparazione dei prezzi delle polizze on line, servizio messo a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico, è carente di informazioni e non aiuta quindi nella scelta più conveniente. Il risultato è che, dopo tre anni di applicazione del nuovo sistema, l’attesa riduzione dei costi, con effetti benefici sui consumatori, non si è verificata. Anzi. Urgono, quindi, controlli a tappeto e una vigilanza che tuteli l’assicurato".

"Non è sufficiente denunciare gli aumenti delle polizze rc auto – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti Federconsumatori e Adusbef – Noi ci occupiamo di denunciare gli aumenti, gli altri devono operare ed intervenire concretamente per contrastare i continui rincari che si abbattono sugli automobilisti." Dal 1994 le polizze rc auto, denunciano le associazioni, sono aumentate del 173%. E finiranno per avere ricadute pari a 239 euro l’anno: "Tali rincari, non lo dimentichiamo, comportano ricadute dirette per gli automobilisti, solo quest’anno, di 179 euro annui. A queste si aggiungono le ricadute indirette sui beni di largo consumo, che comporteranno un aumento dello 0,2% sul tasso di inflazione, pari a 60 euro annui. Complessivamente, quindi, tra ricadute dirette ed indirette, i cittadini, a causa di questi aumenti, si ritroveranno a pagare ben 239 euro annui in più". Le due associazioni tornano sullo scandalo delle polizze "etniche" scoppiato nei giorni scorsi: "Alle compagnie assicurative chiediamo di eliminare del tutto quel vergognoso criterio di calcolo delle polizze che si basa sulla nazionalità dell’assicurato, prendendo in considerazione il "rischio etnico", ed anzi ci chiediamo come mai l’Isvap non sia intervenuta prima a tale proposito".

L’Adoc stima il costo complessivo degli aumenti in otto miliardi di euro in più l’anno rispetto alla media europea. Commenta il presidente Carlo Pileri: "Oggi gli automobilisti italiani spendono complessivamente 8 miliardi di euro in più rispetto agli altri cittadini europei, considerando oltre 40 milioni di veicoli privati e un differenziale di prezzo di 200 euro tra polizze rc auto italiane e europee".

Da Cittadinanzattiva arriva invece la sintesi delle denunce fatte dai cittadini in un "settore assicurativo fuori controllo", che segnala aumenti del 7,2% nell’ultimo anno. E parole critiche nei confronti della stessa Isvap. Per l’associazione, i principali problemi denunciati dai cittadini sono "costi elevati, ma anche mancanza di trasparenza e modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali; violazioni del diritto di recesso e presenza di clausole vessatorie nei contratti; informazioni pre-contrattuali poco chiare e mancanza di adeguate tutele per i cittadini". Sostiene il vicesegretario generale, Antonio Gaudioso: "Troppo poco denunciare gli alti costi delle polizze assicurative: grazie, ma lo sapevamo già. Se la liberalizzazione del settore e le recenti norme a favore della concorrenza non hanno prodotto benefici positivi né hanno inciso sui premi è anche per una dubbia capacità dell’Istituto presieduto da Giancarlo Giannini di vigilare e regolamentare adeguatamente un settore dominato da alti costi e scarse tutele. Su un aspetto, in ogni caso, concordiamo: il settore assicurativo è il tallone d’Achille tra i servizi di pubblica utilità in Italia".

A sua volta Paolo Landi, segretario generale Adiconsum, commenta: "Positivo l’intervento dell’Isvap contro le compagnie fantasma e il vincolo alle compagnia e non recedere le polizze malattia in caso di sinistro". L’associazione sostiene la necessità di un’Agenzia Antifrode e chiede al Governo un tavolo per verificare le dichiarazioni dell’Ania che "afferma la possibilità di riduzione del 38% delle attuali tariffe rc auto a fronte di interventi di contrasto alle frodi, di una normativa sulle microlesioni, sul risarcimento delle lesioni gravi e sul funzionamento del bonus-malus". Commenta Adiconsum: "Molti sono i provvedimenti presi dall’Isvap per riportare trasparenza nel settore. Per i consumatori occorrono tuttavia ulteriori sforzi per rendere le polizze vita più trasparenti e soprattutto per contrastare nel settore rc auto il crescente fenomeno dei contrassegni falsi che hanno portato ad un forte aumento dell’intervento del Fondo vittime della strada". L’associazione chiede al Governo l’apertura di un tavolo per esaminare tutti gli interventi che possono contenere o ridurre le tariffe.

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