RC AUTO. Prezzi, Federconsumatori e Adusbef: nel 2011 aumentati già del 12%

"Guardando ai dati sull’aumento delle polizze rc auto nel 2011 dichiarati da Cerchiai (+5,7%) viene proprio da chiedersi su quale pianeta siano stati rilevati. Una cosa è certa, di sicuro non fanno riferimento all’Italia": sono le parole con cui Adusbef e Federconsumatori commentano i dati resi noti ieri dall’Ania, in audizione al Senato, sull’aumento delle polizze rc auto.

Quanto sono aumentate? Per l’Ania, nel 2010 l’aumento medio del prezzo della copertura rc auto è stato del 4,8% mentre nei primi sei mesi del 2011 l’aumento, calcolato su base annua, è pari al 5,7%. Diversi i dati dell’Antitrust, che ha avviato un’indagine sul settore e ha rilevato che fra il 2006 e il 2010 i premi sono cresciuti, sia per le donne che per gli uomini, a tassi a due cifre in quasi tutte le Regioni italiane. Le due associazioni considerano "maggiormente attendibili" le cifre dell’Antitrust, o dell’Osservatorio Federconsumatori, o quelle dei comitati nati nel Sud Italia per protestare contro gli aumenti delle polizze verificatisi in queste aree.

Sostengono Federconsumatori e Adusbef: "Da quanto ci risulta, solo quest’anno le polizze registrano una crescita media di oltre il 12%, con picchi che superano anche il 25% per i neopatentati. Ma le percentuali si fanno davvero impressionanti confrontando le attuali polizze con il 2001: per assicurare la propria vettura i costi sono cresciuti di ben il 98% dal 2001 al 2011, di cui il 30% solo negli ultimi 2 anni".

"Un aumento insostenibile che non ha alcuna giustificazione plausibile", dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef, sottolineando che il quadro viene peggiorato dall’abbandono di intere aree del Sud da parte delle compagnie. "Sono sempre più numerose le denunce ai nostri sportelli di compagnie assicurative che disdicono i contratti assicurativi senza motivazione alcuna, per poi riproporli con aumenti esagerati, che raggiungono anche il doppio delle tariffe precedenti, spingendo così i contraenti a cambiare compagnia. È ora di porre un freno a questa intollerabile situazione – concludono le due associazioni – sanzionando le compagnie che, in questo modo, violano l’obbligo a contrarre e avviando interventi immediati per incrementare la trasparenza e soprattutto la competitività in questo settore".

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