RC AUTO. Proposta Isvap, il parere dei Consumatori

Le associazioni dei consumatori hanno accolto con favore la proposta dell’Isvap di abolire il tacito rinnovo delle polizze rc auto. In particolare secondo Adiconsum essa "rappresenterebbe uno scossone alla fidelizzazione obbligata alle imprese ed è coerente con le liberalizzazioni Bersani".

La proposta – si legge nella nota dell’associazione –rafforza la convinzione di Adiconsum circa l’errore che si commetterebbe se l’ISVAP fosse semplicemente abolita, come prevede la proposta di legge sul credito al consumo. Ciò anche alla luce di quanto affermato dalla Corte dei Conti nella sua relazione sull’Istituto, riconosciuto "Ente produttivo, indispensabile ed efficiente"

Anche l’Unione Nazionale Consumatori esprime un plauso sentito nei confrontidella presa di posizione dell’Isvap: "Evitare questo tipo di automatismo sarebbe un’iniziativa utile allo sviluppo della concorrenza tra le imprese assicuratrici e consentirebbe nel contempo ai consumatori di poter ricercare con più facilità le condizioni più vantaggiose".

Anche l’UNC come l’Adiconsum conferma la contrarietà al progetto ventilato di una possibile abolizione dell’Isvap, che "pur suscettibile di miglioramenti ed eventuali correttivi, merita sicuramente di proseguire nel suo lavoro e nel suo impegno a favore dei cittadini".

Di segno opposto il parere di Lorenzo Miozzi, presidente del Movimento Consumatori, secondo il quale la proposta è inutile in quanto manca ai consumatori la reale possibilità di confrontare le tariffe. "Già il provvedimento Bersani – continua Miozzi – che prevede la spedizione obbligatoria a casa dell’assicurato, con l’attestato sulla classe di merito, consente al consumatore di recarsi presso un’altra compagnia per stipulare una nuova polizza. Quello che manca al consumatore è la possibilità di scegliere la polizza più conveniente confrontando le tariffe, un servizio di preventivo on line che solo alcuni offrono, tra cui la nostra associazione in maniera gratuita. Proprio l’Isvap e il Ministero dello Sviluppo economico dovrebbero predisporre uno strumento simile, un servizio di confronto che ad oggi ancora non offrono".

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