RCAUTO. Corte europea: sì all’obbligo a contrarre

La Corte europea di Giustizia ha respinto il ricorso della Commissione europea contro l’Italia per le disposizioni sull’assicurazione responsabilita’ civile delle auto. E’ quanto stabilisce una sentenza pronunciata dai giudici di Lussemburgo secondo cui dunque le norme italiane, contestate da Bruxelles, non violano i principi del Trattato Ue.

Sul fronte della liberta’ di stabilimento e della libera circolazione dei servizi – afferma la Corte – "l’obbligo di contrarre e’ idoneo a garantire la realizzazione dell’obiettivo perseguito e non va al di la’ di quanto e’ necessario per il suo conseguimento".

I giudici hanno anche esaminato l’aspetto della liberta’ tariffaria, calcolo dei premi e applicazione delle sanzioni, respingendo tutte le obiezioni sollevate dalla Commissione europea.

L’ISVAP accoglie con soddisfazione la decisione della Corte di Giustizia. Secondo il presidente Giancarlo Giannini ”la decisione va nella giusta direzione della tutela degli assicurati: l’accoglimento del ricorso, infatti, avrebbe arrecato grave pregiudizio a intere fasce di utenti che, soprattutto al Sud, rischiavano, o di pagare premi molto alti, o di trovarsi scoperte pur essendo tenute per legge ad assicurarsi”. In questo senso quindi, secondo Giannini, ”il rigetto deciso dalla Corte rappresenta una vittoria per il Paese”.

La vicenda trae origine dalla decisione dell’ISVAP, nel 2003, di sanzionare alcune imprese, sia italiane sia estere, che in determinate zone del Sud praticavano tariffe eccezionalmente alte (fino a 10-15mila euro) con il chiaro intento di eludere l’obbligo a contrarre stabilito dalle norme. A queste sanzioni alcune imprese avevano reagito rivolgendosi alla Commissione e quindi alla Corte.

"Una decisa vittoria dei consumatori contrari alla caduta dell’obbligo e dell’ISVAP che aveva sanzionato le imprese ricorrenti sulla base dell’applicazione di tariffe che intendevano scoraggiare il consumatore dall’accesso alla copertura Rc auto", commenta invece Adiconsum che chiede che siano verificate le tariffe praticate all’utenza sull’intero territorio nazionale che devono rispondere ad esigenze di carattere puramente tecnico e che l’illecita elusione all’obbligo a contrarre, laddove riconosciuta, sia nuovamente sanzionata dall’Isvap come nel passato.

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