REFERENDUM. I motivi del Si e del No: intervista a Salvini (Lega) e a Olivero (Acli)

Il 25 ed il 26 giugno prossimo gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sul disegno di legge di riforma dell’intera Parte II della Costituzione votato dalla maggioranza di centro destra durante la scorsa legislatura. La riforma coinvolge sia gli organi costituzionali (Parlamento, Presidente della Repubblica, Governo, Corte Costituzionale) che le attribuzioni e gli ambiti di autonomia degli enti territoriali nel loro rapporto con il Governo centrale. In particolare, il quesito del referendum recita: "Approvate il testo della legge costituzionale concernente ‘Modifiche alla parte II della Costituzione’ approvato in seconda votazione dalla Camera dei Deputati il 20 ottobre 2005 e dal Senato della Repubblica il 16 novembre 2005 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.269 del 18 novembre 2005?".

Per conoscere le ragioni e anche capire il significato delle modifiche previste dal Referendum HC ha intervistato due esponenti degli opposti schieramenti di voto: per il Sì Matteo Salvini (Lega Nord) e per il No Andrea Olivero (Acli)

Premierato, Senato federale, Corte Costituzionale, devolution. Questi gli argomenti su cui si è espresso Matteo Salvini, Lega Nord. "Se vince il sì – dice Salvini – innanzitutto si va avanti, perché il dramma di un’eventuale vittoria del no è che per cinque anni si rimarrebbe fermi al palo. Il Senato Federale significa che si occuperebbe principalmente delle materie devolute alle Regioni, quindi più vicino al territorio, sanità, scuole e polizia locale innanzitutto, mentre la Camera si occuperebbe di tutte le norme che rimangono di competenza statale. È un buon primo passo sulla via del federalismo, sicuramente non un punto di arrivo ma un punto di partenza".

Per leggere il testo integrale dell’intervista a Matteo Salvini (Lega Nord) clicca qui.

Sul fronte opposto Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli ha invitato gli italiani a riflettere e a votare per il "No". Votare No significa "sconfiggere questo progetto di demolizione della Costituzione per riaffermare il primato della convivenza civile orientata al perseguimento del bene comune", sostiene il presidente. Tuttavia Olivero si augura "che non appena verrà scongiurata questa riforma costituzionale, le forze politiche della maggioranza e dell’opposizione, si impegnino a dialogare con la società civile ponendo mano ad un adeguamento della Carta costituzionale per rispondere alle sfide attuali del paese ritrovando i valori che sono alla base della nostra convivenza".

Per leggere il testo integrale dell’intervista Andrea Olivero (Acli) clicca qui.

a cura di Sabrina Bergamini e Valentina Corvino

 

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