RICERCA. Cnr, marchio “dop” per oro e argento

Valorizzare ed esaltare i prodotti italiani tutelando, allo stesso tempo, i consumatori. E’ lo scopo del progetto T ²MP.net, Rete regionale per la Trasparenza e la Tracciabilità dei Metalli Preziosi, nato a Firenze dalla collaborazione dell’Istituto di fisica applicata "Nello Carrara" (Ifac) del Consiglio nazionale delle ricerche con il Centro per la Comunicazione e l’Integrazione dei Media dell’ Università di Firenze, la Camera di Commercio di Firenze, il Comune di Scandicci e varie aziende e associazioni di categoria. Il progetto è finanziato dalla Regione Toscana, nell’ambito del programma DOCUP Obiettivo 2, Misura 1.7 "Trasferimento della innovazione alle P.M.I. ", Azione 1.7.1 "Reti per il trasferimento tecnologico".

L’idea è nata da un argentiere fiorentino, Lorenzo Foglia, presidente provinciale degli argentieri di Confartigianato Firenze e proprietario di Foglia Argenteria, che afferma: "Fino ad oggi esistono solo due tipi di marcature di stato o punzonature: uno previsto con iscrizione alla Camera di Commercio di appartenenza e uno col titolo di lavorazione, ma si tratta di un sistema obsoleto." Proprio di questa tematica si parlerà nel workshop, organizzato da Firenze Tecnologia – Azienda speciale della Camera di Commercio, "La tracciabilità dei metalli preziosi", che si tiene martedì 18 luglio 2006, a Scandicci, (ore 16,30-Sala Consiliare del Comune, Piazzale della Resistenza 1).

"La scrittura del marchio", spiega Guido Toci, ricercatore dell’Ifac Cnr e coordinatore scientifico del progetto, "si basa sull’ impiego di tecnologie laser, che permettono di imprimere in modo indelebile e durevole, direttamente sulla superficie della lega di oro o di argento, un marchio codificato secondo standard industriali esistenti con dimensioni tali da non perturbare l’estetica dell’oggetto marcato. Il codice conservato nel marchio è rileggibile mediante appositi scanner ottici di tipo commerciale e consente di riconoscere l’oggetto in modo univoco come articolo all’ interno della produzione complessiva di un’azienda, o come singolo oggetto in una serie di pezzi numerati".

Questo approccio è già impiegato in altri settori tecnologici, ove è richiesto un elevatissimo livello di qualità e affidabilità del prodotto (ad esempio ricambi aeronautici, protesi da impianto, strumenti chirurgici). Con opportune modifiche della legislazione esistente, questo marchio potrà affiancarsi alla punzonatura di titolo e a quella identificativa del produttore previsti dalla legge.
"Le sperimentazioni effettuate dal Cnr", prosegue Toci, "in collaborazione con gli altri partner del progetto, hanno dato esiti positivi riguardo alla scrittura di marchi codificati, di dimensioni dell’ordine di pochi mm2 su varie superfici di prova in leghe di argento, e alla loro rileggibilità; è stata anche testata la possibilità di acquisire il marchio con apparecchi di elettronica di consumo (es. fotocamere digitali) per permettere una fruibilità più diretta del sistema di tracciabilità da parte del consumatore".

"Più visibilità, garanzia e un’ottica europea sensibile alla tracciabilità del prodotto sono le peculiarità che hanno mosso questo progetto", spiega, invece, Giovanni Nebiolo, amministratore delegato di Firenze Tecnologia, "si tratta di una grande opportunità per il rilancio del settore tanto che l’idea ha trovato subito proseliti tra gli argentieri, il mondo della ricerca e le istituzioni locali". Infatti molte sono le aziende toscane che hanno aderito alla rete. Col nuovo sistema non si vuole cancellare il vecchio, ma aggiungerlo, in modo da creare un prodotto ancora più sicuro per l’acquirente. Il prossimo passo sarà la costruzione vera e propria del macchinario e del software che permetterà il riconoscimento della marchiatura su Internet. Il dna dell’oggetto in oro o argento è una piccola opera d’arte che dà un valore aggiunto al prodotto stesso.

 

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