RICERCA. Due italiani tra i 25 vincitori del premio EURYI

Sono Massimiliano Cavallini e Francesca Funiciello i vincitori italiani del premio scientifico EURYI – European Young Investigator Awards 2005 – , indetto dall’European Science Foundation (ESF), che ha selezionato 25 giovani e brillanti ricercatori di tutto il mondo, su un totale di 457 candidati, dei quali 47 italiani. "Questi riconoscimenti – ha affermato il presidente del CNR, Fabio Pistella – sono la testimonianza della validità e vitalità della ricerca italiana e più specificamente della ricaduta positiva dell’investimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche a favore dei giovani ricercatori del CNR e delle Università, attraverso la sottoscrizione del Memorandum d’Intesa fra le istituzioni europee, per la creazione di un fondo comune destinato al premio EURYI".

Alla realizzazione di una nuova generazione di nano-sensori è dedicato il progetto DYMOT (Dynamic of Molecules on Organic Transistors) di Massimiliano Cavallini dell’Istituto per lo studio dei materiali nanostrutturati (Ismn) del Cnr. Ammonta a circa 1 milione 100 mila euro il finanziamento assegnato al ricercatore per portare avanti, nei prossimi cinque anni, il progetto. Nato a San Marcello Pistoiese, Cavallini, 39 anni, ha al suo attivo oltre 50 pubblicazioni ad alto impact factor su riviste internazionali e sei brevetti internazionali. Un bagaglio di conoscenze trasferito nella ‘Scriba Nanotecnologie’,- impresa spin-off di cui è uno dei soci fondatori – ,impresa che rappresenta un esempio concreto delle prospettive industriali generate dai risultati della ricerca.

DYMOT è un progetto che riguarda il settore delle nano- e nano-bio- tecnologie. "L’obiettivo a lungo termine di DYMOT" spiega "è quello di creare le basi per la realizzazione di una nuova generazione di nano-sensori a basso costo, utilizzabili anche in campo biomedicale – diagnostico e ambientale. Questi dispositivi nanoscopici, infinitamente più piccoli di un ago e non invasivi, saranno in grado analizzare molecole catturate su superfici in tempo reale, potranno avere un’ ampia applicazione per effettuare analisi cliniche, individuando rapidamente l’alterazione di valori, o per monitorare l’evoluzione e la presenza di sostanze inquinanti nell’ambiente".

Diverso il campo di indagine di Francesca Funiciello, romana di 36 anni, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Geologiche dell’Università "Roma Tre", che ha concorso con il progetto "Margini convergenti e sismogenesi". Questa ricerca è finalizzata alla definizione del rischio prodotto dai mega- terremoti, attraverso l’analisi di dati statistici e la realizzazione di modelli matematici. Uno studio che si è distinto per l’ approccio innovativo e multidisciplinare al tema, meritando uno stanziamento di oltre 800 mila euro.

"Il progetto" spiega la Funiciello "ha lo scopo di analizzare il processo di subduzione, ossia le dinamiche responsabili dell’accumulo dell’energia terrestre da cui scaturiscono terremoti di magnitudo più elevata, come quello che ha colpito l’Indonesia nel 2004. L’elaborazione di modelli sperimentali e numerici ci permetterà di realizzare una mappa globale delle aree a rischio di mega -terremoti, anche di quelle mai prese in considerazione finora. Conoscere le probabilità di rischio sismico aiuta a prevenire e a minimizzare i danni di tali fenomeni che, contrariamente a quanto si sa, sono molto frequenti: dai dati statistici si evince che negli ultimi cento anni c’è stato un grande terremoto quasi ogni anno, anche se non tutti hanno colpito aree popolate".
La premiazione dei vincitori dell’EURYI avverrà ad ottobre a Praga alla presenza dei presidenti degli enti di ricerca europei.

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