RICERCA. Eden, il progetto Cnr per navigare sicuri

Trasformare internet in una sorta di paradiso terrestre tecnologico, in cui i ragazzi possano muoversi con consapevolezza e, soprattutto, con maggiore sicurezza. E’ quanto si propone il progetto "Eden" (Educazione didattica per la E-navigation), che fa parte del programma Safer Internet, promosso dal DG Information society and media della Commissione europea. Coordinata dall’Istituto di struttura della materia (Ism) e dall’Istituto dei sistemi complessi (Isc) del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, l’iniziativa ha tra i suoi partner il Servizio di polizia postale e delle comunicazioni e una rete di scuole.
L’interesse per l’iniziativa è notevole come dimostrano i dati relativi agli accessi ai siti web del progetto Eden: dall’ottobre 2005 al settembre 2006 le visite pubbliche sono state 91.408, mentre quelle effettuate, nelle aree loro riservate, dai partner del progetto e dalla Commissione europea sono state 65.875. Per quanto riguarda le scuole, nel periodo compreso tra marzo e settembre 2006, gli accessi più numerosi sono stati quelli degli studenti delle elementari (22.255) seguiti dai ragazzi delle superiori (15.195) e, infine, dagli alunni delle scuole medie (8.818).

"I ragazzi navigano spesso in rete senza la guida di genitori o insegnanti", sottolinea Luca Pitolli, collaboratore tecnico dell’Isc-Cnr e coordinatore del progetto Eden, "è importante quindi che sappiano utilizzare queste tecnologie in modo consapevole e responsabile. Eden mira appunto a sviluppare queste abilità, facendo leva sulla loro curiosità e utilizzando internet stesso: è stata infatti costruita una ‘stanza virtuale’ nella quale i giovani possono incontrarsi tra loro e/o con gli insegnanti, condividendo opinioni ed esperienze sulla navigazione. All’interno di questa stanza vengono proposti argomenti visibili on line e sui quali i ragazzi possono esprimere i loro giudizi e proporre miglioramenti".

L’attività di Eden inizia nelle classi, in particolare in alcuni istituti che svolgono il ruolo di ‘scuole pilota’. "La scuola", commenta Pitolli, "è l’ambiente più naturale in cui apprendere ed acquisire capacità; inoltre, attraverso essa, è possibile raggiungere un gran numero di utenti: genitori, insegnanti e, soprattutto, altri ragazzi".
Ruolo fondamentale nel progetto ha naturalmente la rete: internet è il mezzo principale con cui avviene la comunicazione, che, in tal modo, non incontra barriere geografiche e viene integrata con altre attività europee analoghe. Per Eden è stata adottata la piattaforma ‘Wikiwiki’, poiché facilita la realizzazione di nuove pagine web e consente di partecipare all’inserimento e alla modifica di contenuti, come avviene ad esempio con ‘Wikipedia’, la libera enciclopedia in rete che tutti possono arricchire e/o correggere.

"All’interno della piattaforma", spiega il responsabile del progetto, "sono presenti tre classi virtuali corrispondenti a diverse fasce di età (elementari, medie e superiori); per entrare nelle aule virtuali gli studenti devono avere una chiave d’accesso fornita dall’insegnante e devono adottare un ‘nick name’ (nome di fantasia) che ne tutela la vera identità. A questo punto possono accedere a tutte le pagine, esprimere giudizi sul contenuto e votarle, decretandone il mantenimento o la cancellazione".

Per ampliare la comunità virtuale del progetto si organizzano periodicamente ‘Eden-day’, giornate divulgative on-line nelle quali sono proposti temi di discussione che poi vengono approfonditi in classe con gli insegnanti. Il prossimo Eden-day aperto al pubblico si svolge il 15 novembre dalle 10.00 alle 10.30; le informazioni sono disponibili all’indirizzo www.eden.saferinternet.it

 

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