RICERCA. Fondazioni bancarie: sono i primi investitori nel settore biotecnologico

Sono le Fondazioni bancarie i principali finanziatori della ricerca scientifica e in particolare di quella biotecnologica. Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, intervenendo al convegno sulle biotecnologie organizzato questa mattina a Milano dall’Aspen Institute Italia, ha riferito le cifre degli investimenti realizzati negli ultimi anni. "Dal 1998 al 2002 sono stati destinati alla ricerca 272,5 milioni di euro e finanziate 4200 iniziative. Nel corso del 2004 sono stati destinati 131,2 milioni di euro alla ricerca biomedicale e tecnologica".

Per quanto riguarda le singole Fondazioni, la Cariplo ha investito nel 2005 30 milioni di euro impegnandosi all’avvio del progetto Nobel, Network operativo per la biomedicina di eccellenza in Lombardia. Per questa iniziativa la fondazione ha investito 12 milioni di euro in tre anni. Inoltre, ha sostenuto progetti di bioelettronica finalizzati ad ottimizzare le produzioni animali e vegetali. Infine, ha detto ancora Guzzetti, la Fondazione Cariplo ha creato il fondo TT Venture per investimenti in progetti di innovazioni nei settori delle scienze della vita, dei materiali, delle biotecnologie agroalimentari e delle tecnologie energetiche.

La Fondazione Montepaschi di Siena, tramite la Siena Biotech ha investito 70 milioni di euro dal 2000 ad oggi per lo sviluppo di nuovi farmaci per le cure delle malattie del sistema nervoso centrale, dal morbo di Alzheimer alla Corea di Huntington, ai tumori cerebrali.

Infine, la Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto ha sostenuto il progetto di ricerca dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige che, tramite un team di ricercatori, ha decodificato il genoma della vita del Pinot nero.

Ciononostante l’Italia investe ancora poco nelle biotecnologie anche perché non c’é una adeguata sensibilità su questo fronte da parte del private equity. Lo ha evidenziato Francesco Micheli, finanziere e presidente di Genextra, holding di investimento nei settori farmacogenomici, biotecnologici e nanotecnologici sostenendo che "In Italia gli investimenti in ricerca sono attorno all’1-1,2% del prodotto interno lordo mentre in Usa la media è del 2,6%, in Giappone è del 3,2% e la media europea si attesta attorno al 2%".

 

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