RIFIUTI. Bruxelles chiede all’Italia di risolvere la crisi dei rifiuti in Campania

La questione dei rifiuti in Campania continua a preoccupare l’Europa. Dal Parlamento Europeo arrivano richieste ben precise all’Italia: rispetto della legislazione comunitaria sulla gestione dei rifiuti urbani senza ritardi, miglioramento della trasparenza delle procedure per contrastare il coinvolgimento del crimine organizzato e ricostruire uno stato di fiducia con le popolazioni locali. Queste richieste sono contenute in una risoluzione presentata dai gruppi politici S&D, ALDE, Verdi/ALE e GUE e approvata ieri con 374 voti a favore, 208 contrari e 38 astensioni.

I deputati criticano la decisione di aprire discariche in aree protette, come nel caso di Terzigno, all’interno del Parco nazionale del Vesuvio, e si oppongono all’apertura di una seconda discarica nel sito di Cava Vitiello. Secondo i parlamentari le autorità italiane non hanno mostrato sufficiente attenzione alle proteste contro la localizzazione dei siti di raccolta e di smaltimento; pertanto chiedono di "ricostruire un clima di fiducia" dialogando e coinvolgendo le popolazioni locali.

La risoluzione approvata ribadisce che i fondi regionali saranno liberati quando le autorità italiane presenteranno un piano per la gestione dei rifiuti conforme alle norme UE; chiedono, inoltre, al Governo italiano di assicurare il rispetto delle regole comunitarie entro i termini di osservanza stabiliti dalla Commissione, visto che i progressi compiuti fin’ora nella riduzione dei rifiuti e nel riciclaggio sono "minimi". La Commissione dovrebbe monitorare gli sviluppi della situazione e, nel caso fosse necessario, imporre sanzioni pecuniarie per assicurare che le autorità campane ottemperino ai propri doveri.

I fondi strutturali bloccati dalla Commissione saranno liberati "non appena il piano della gestione dei rifiuti sarà effettivamente conforme alle norme UE". Attualmente è all’esame della Commissione un piano di gestione dei rifiuti presentato dalle autorità italiane e si sta verificando la conformità al diritto comunitario, in particolare per la questione della gerarchia del trattamento e la sicurezza delle discariche.

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