RIFIUTI. Discarica di Bracciano. MDC alla Regione Lazio: “Doveva essere chiusa”

Attuare un piano di emergenza rifiuti nel Lazio, in particolare per Cupinoro, e realizzare di impianti adeguati. È quanto chiede la sede di Roma del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) in una lettera alla Regione Lazio e al suo Presidente Piero Marrazzo per conto del Comitato per la discarica Cupinoro.

Nella lettera MDC ricorda che la capacità di recepimento dell’area di Cupinoro, Comune di Bracciano, destinata allo stoccaggio dei rifiuti solidi urbani, era stata individuata in nove anni, secondo quanto stipulato dalla convenzione intercorsa tra il comune di Bracciano e la società gestionaria. L’attività sarebbe dovuta cessare nel 2000, ma ancora oggi l’attività in questione risulta essere in pieno svolgimento e di conseguenza si è formata una vera montagna a seguito dell’ammasso dei rifiuti che rendono l’aria fetida.

"Oggi a Cupinoro, che doveva accogliere i rifiuti di otto comuni, scaricano addirittura 25 comuni, quelli del lago, quelli del litorale con Ladispoli e Cerveteri, quelli dell’area Flaminia tiberina – si legge nella lettera – Sulla Settevene Palo è un via vai di camion per l’immondizia. Tutto questo doveva trovare un epilogo. Sulla carta il luogo doveva essere ripristinato, la collina, opportunamente privata del percolato con pozzetti di raccolta specifici e doveva essere prodotto il gas, così come in realtà avviene a seguito di un accordo della società che gestisce l’impianto con l’Enel, che doveva essere trasformato in energia elettrica".

La discarica di Cupinoro a Bracciano, ricorda MDC, è stata considerata "area archeologica" dalla stessa Soprintendenza afferma, che l’ha sottoposta a tutela.

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), infine, ricorda l’importanza di garantire la più assoluta trasparenza e la massima partecipazione dei cittadini nelle scelte adottate per localizzare gli impianti. "Si tratta di decisioni – dichiara il Movimento Difesa del Cittadino – che compromettono il territorio in termini ambientali di salute pubblica e che, quindi, vanno prese con il coinvolgimento della cittadinanza".

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