RIFIUTI. Gestione elettrici ed elettronici, problemi nella distribuzione commerciale

A partire dallo scorso 5 novembre, con la pubblicazione del cosiddetto Decreto sul registro, ha preso formalmente avvio il nuovo sistema di gestione e smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, ai sensi del Dlgs 151/2005. Quindi, nei prossimi giorni ai prodotti in questione verrà applicato un sovrapprezzo (il cosiddetto Eco-contributo) che dovrebbe finanziare sia i consorzi che i produttori che hanno costituito (dodici in tutto) per lo smaltimento delle diverse tipologie di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).

L’Eco-contributo RAEE, infatti, è finalizzato, unicamente e interamente, a finanziare il processo di riciclo dei prodotti di illuminazione, a partire dal ritiro presso i centri di raccolta fino al recupero e allo smaltimento in appositi impianti di trattamento. Non si genera in questo modo alcun guadagno, né per i produttori né per i distributori.

Tuttavia, nella filiera della raccolta dei RAEE c’è un problema fondamentale: la distribuzione commerciale, che dovrebbe svolgere un ruolo fondamentale nella raccolta dei RAEE dai consumatori, oggi non è ancora nelle condizioni di raccogliere tali apparecchiature dismesse senza incorrere nel rischio di vedersi applicare sanzioni penali per stoccaggio abusivo di rifiuti in mancanza delle necessarie autorizzazioni, nonostante le innumerevoli pressioni sulle istituzioni ed i ben tre rinvii dell’applicazione delle norme.

Questa situazione, secondo quanto dichiarato da Federdistribuzione in una nota, è "paradossale in quanto da tempo vengono richieste semplificazioni normative nella gestione dei RAEE presso la distribuzione, i cui operatori, essendo commercianti, non possono e né vogliono trasformarsi in operatori professionali per la raccolta dei rifiuti".
"Purtroppo finora – continua nella nota Federdistribuzione – non è stato deciso nulla e quindi, ancora oggi, ci troviamo di fronte ad un nuovo sistema di gestione dei RAEE che parte senza che la distribuzione sia messa nelle condizioni di fornire il servizio di ritiro ai consumatori".

A questo paradosso se ne aggiunge anche un altro: nel caso in cui il distributore non ritira il RAEE per evitare la sanzione penale rischia di incorrere nella sanzione amministrativa prevista dalla legge nel caso di mancato ritiro.

Attualmente è fase di definizione un accordo di programma che dovrebbe sospendere l’obbligo di ritiro dei RAEE per la distribuzione commerciale fino al 31 dicembre 2007. Ma, dall’1 gennaio 2008, senza una norma primaria che preveda semplificazioni per la distribuzione commerciale, non sarà possibile fornire ai consumatori un adeguato servizio di ritiro presso i punti di vendita.

Nel frattempo però i consorzi dei produttori vengono finanziatidai consumatori attraverso un Eco-contributo per un’attività di gestione smaltimento che di fatto, fino a quando la distribuzione commerciale non potrà svolgere il proprio ruolo di servizio ai consumatori, sarà di molto ridotta.

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