RIFIUTI. Iva sulla TIA, Consumatori Siciliani in protesta

Cittadini siciliani in protesta per la questione del pagamento della TIA. Sono migliaia le lettere raccomandate contenenti un "Sollecito di pagamento della TIA" relativa ad anni precedenti, che l’ATO ME1 sta inviando agli utenti. Lo Sportello del Cittadino di Capo d’Orlando consiglia ai cittadini che hanno ricevuto la notifica, di contestare il chiesto pagamento proponendo ricorso alla Commissione Tributaria di Messina entro 60 giorni dalla notifica; in mancanza di opposizione, di effettuare il saldo, poiché in caso contrario la società di riscossione procederà con l’iscrizione a ruolo del tributo e con l’emissione della conseguente cartella esattoriale.

L’Associazione Consumatori Siciliani chiederà a tutti i Presidenti dei Consigli Comunali di avviare un serio confronto ed una approfondita discussione in merito a tutti quei provvedimenti che, nel 2005, hanno consentito il passaggio da TARSU a TIA, e di quelli successivi concernenti la medesima materia, al fine di raggiungere l’obiettivo della riduzione della tariffa, eliminando i costi per tutti i servizi mai resi agli utenti.

"Riteniamo fondamentale – dichiara l’Avv. Giuseppe Foti – coinvolgere i Consigli Comunali, i Sindaci, i Presidenti dei Consigli, la Politica di tutti i paesi dei Nebrodi, per evitare che l’arrivo delle cartelle esattoriali e dei consequenziali fermi amministrativi possa gettare nel panico migliaia di famiglie". "Non capiamo perché ci si ostini a chiedere il pagamento dell’IVA sulla TIA – continua Foti – nonostante la Corte Costituzionale si sia pronunciata in maniera nettamente contraria; non sappiamo spiegarci per quale misterioso motivo i Consigli Comunali non rivedono le tariffe sulla base di servizi effettivamente resi, non tenendo conto invece di quelli mai effettuati. Ogni singola Amministrazione comunale deve pretendere dall’ATO il rispetto del contratto stipulato e, in caso di inadempienza, ridurre il costo complessivo, tenendo conto soltanto dei servizi realmente resi".

"Chiederemo tutto questo non solo tramite una nota ufficiale – spiega l’Avvocato – che invieremo a tutti i Presidenti dei Consigli, ma anche invitando la gente a firmare una petizione per spronare le Amministrazioni comunali ad attivarsi a tutela dei propri concittadini, i quali saranno diligenti nel pagare il tributo: ciò che invece essi non tollerano è l’arroganza nel pretendere il pagamento di un esoso balzello, comprendente prestazioni mai eseguite. I cittadini, pur pronti a provvedere alla raccolta differenziata, chiedono che prima di pretendere questa, in un territorio come quello della provincia di Messina dove mancano le strutture, a partire dalle isole ecologiche per finire ai centri di trasferenza ed ai siti di compostaggio, si realizzi la raccolta dell’umido, la quale può rappresentare il primo passo per arrivare ad un buon 30-35% di quota di differenziata. La realizzazione di nuove discariche – conclude Foti – è la chiara volontà politica di non avviare il ciclo della raccolta dei rifiuti come avviene al Nord e in altri paesi dell’Europa".

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