RIFIUTI. Legambiente: “Subito delitto ambientale nel codice penale”

Le forze dell’ordine hanno scoperto un traffico illecito per lo smaltimento di traversine ferroviarie, considerati rifiuti speciali pericolosi. Quindici le persone coinvolte dall’operazione denominata "Creosoto", coordinata dalla procura della repubblica di Orvieto, e che interessa Umbria, Lazio e Toscana. Immediata la reazione di Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente che afferma: "Far partire immediatamente l’iter per introdurre nel codice penale il delitto ambientale equivarrebbe a dare immediatamente un segnale forte all’illegalità diffusa registrata negli ultimi anni".

"Il business del traffico illecito di rifiuti – continua Della Seta – è in costante crescita: il fatturato dai 4 miliardi di euro del 2004 è arrivato ai 5 miliardi di euro del 2005. La diffusione e la gravità dei traffici e degli smaltimenti illeciti di rifiuti, richiede il potenziamento delle strutture tecnico-scientifiche d’indagine, valorizzando le risorse già esistenti e fornendo nuovi strumenti nel codice penale".

Secondo l’associazione l’aumento del giro d’affari coincide, probabilmente non in maniera casuale, con l’incremento sia del numero di reati relativi ai fenomeni di smaltimento illecito (il 16% in più rispetto al 2004), sia del numero di operazioni giudiziarie e di arresti effettuati per i traffici illegali: nel solo 2005 ne sono state effettuate dalle forze dell’ordine ben 21, con 180 ordinanze di custodia cautelare e 125 società coinvolte.

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