RIFIUTI. Legambiente si costituisce parte civile nell’indagine “Golden Rubbish”

Sessantuno persone coinvolte, 20 aziende per un ingente traffico illecito di rifiuti speciali anche pericolosi, emessi 17 provvedimenti cautelari e 3 sequestri preventivi. Questo il bilancio dell’operazione ‘Golden Rubbish’, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto e condotta dal Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente (C.C.T.A.), che ha così fermato un’organizzazione dedita al traffico illecito di rifiuti speciali, anche pericolosi, costituita in Toscana ed avente diramazioni in Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Trentino – Alto Adige, Emilia Romagna, Marche, Campania, Lazio, Abruzzo e Sardegna. "Ci costituiremo parte civile contro tutti gli imputati che verranno rinviati a giudizio per questa vicenda." annuncia Legambiente da anni impegnata sia a livello locale che nazionale per contrastare questi fenomeni criminali.

"Si dimostra ancora una volta – spiega Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente – la gravità e la pericolosità di certi comportamenti sia per la salute umana sia per l’ambiente e l’importanza di un serio e capillare controllo del territorio. Legambiente da anni chiede una legge per inserire una norma specifica nel codice penale sui delitti contro l’ambiente per punire in modo ancora più severo questi comportamenti che a oggi, salvo rare eccezioni, sono purtroppo inevitabilmente destinati a semplici sanzioni amministrative o alla prescrizione".

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