RIFIUTI. Raccolta differenziata, UNC Siracusa: “Dove vanno a finire i rifiuti differenziati?”

La raccolta differenziata dei rifiuti, in Italia, continua ad essere al centro della polemica. "Dove vanno a finire i rifiuti differenziati? Vengono quantificati? Vengono inviati a dei centri differenziati per una riutilizzazione? Se ne ricava un utile?" A porre queste domande è l’Unione Nazionale Consumatori di Siracusa, secondo cui "i contenitori che raccolgono i rifiuti differenziati, dove la gente con sacrificio e con attenzione mette carta con carta, vetro con vetro, plastica con plastica, sono tutta una presa in giro e una perdita di tempo".

"Si parla del costo dei rifiuti e di eventuale aumento della Tarsu, per coprire le spese della raccolta dei rifiuti che è già tra le più care tra le città d’Italia" scrive l’Associazione, secondo cui una raccolta differenziata fatta seriamente potrebbe far diminuire il carico della spesa sull’utente. "E’ un servizio che va riorganizzato bene e questo può avvenire solo se diventa uno degli impegni principale dei Comuni. Tutti debbano pagare, nessuno escluso, e chi più produce rifiuti più deve pagare".

L’Unione Nazionale Consumatori di Siracusa ha cercato di educare gli studenti alla raccolta differenziata girando per le scuole, svolgendo azione educativa alla raccolta presso le famiglie ed i singoli cittadini. Ma le Associazioni dei Consumatori non hanno mai avuto la possibilità di sedersi insieme agli Amministratori per discutere come ridurre il costo dei servizi, in particolare della Tarsu. "Eppure l’UNC ha un protocollo d’intesa con il Comune di Siracusa per il monitoraggio del costo dei servizi. Spesso – denuncia l’Associazione – si ha la sensazione che gli enti locali considerano i protocolli d’intesa come carta straccia. Vogliamo risolvere i problemi del costo dei servizi, vogliamo risolvere i problemi della raccolta differenziata? Sediamoci attorno ad un tavolo, come si usa in un paese democratico e come è previsto dal relativo protocollo d’intesa".

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