RIFIUTI. Raee, Greenpeace contesta immobilismo dell’Italia

Una nuova interrogazione in materia di raccolta dei rifiuti elettronici ha interessato la Commissione europea; ad indirizzarla l’eurodeputata Sonia Alfano nella quale chiede: in che data la Commissione ha provveduto a inoltrare la lettera di richiesta delle informazioni alle autorità italiane; quali sono i punti sui quali la Commissione europea ha richiesto approfondimenti; se e in che maniera l’Italia ha risposto alla richiesta di informazioni. Greenpeace condivide e contesta l’assenza di risposte dalle Autorità italiane e comunitarie alle sue denunce documentato da un video del 2010 che aveva dimostrato il mancato rispetto della legge da parte di alcuni rivenditori hi-tech.

"La Commissione adesso è obbligata a rispondere entro un mese: speriamo in una risposta chiara e comprensibile che faccia luce sulla realtà della raccolta dei rifiuti elettronici in Italia» afferma Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace".
I dubbi sollevati dall’eurodeputato Sonia Alfano in una prima interrogazione di febbraio avevano spinto la Commissione a chiedere chiarimenti all’Italia anche sui risultati di un’altra ricerca di Greenpeace del 2009 sui centri di raccolta dei rifiuti. Questi centri erano infatti risultati insufficienti, non sempre accessibili alla grande distribuzione e in alcuni casi fatiscenti.

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