RIFIUTI. Rimborso IVA, Altroconsumo lancia petizione

Altroconsumo ha lanciato una petizione per chiedere al Governo di sbloccare la questione dei rimborsi IVA sulla tassa rifiuti. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2009, il Governo ancora non è intervenuto per fare chiarezza sulla questione dei rimborsi IVA sulla tassa rifiuti. "Anche l’Agenzia delle Entrate si è mossa a favore dei cittadini: rispondendo a un interpello presentato dalla società Trevisoservizi, che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti cittadini, l’Agenzia delle Entrate ha risposto che, come dice la sentenza 238/09 della Corte Costituzionale, la Tia ha natura tributaria, di conseguenza non può essere assoggettata ad Iva". Dunque gli utenti della Trevisoservizi saranno esonerati dal pagamento dell’IVA sulla tassa rifiuti.

Altroconsumo si mobilita anche per gli altri cittadini e chiede che la risposta dell’Agenzia delle entrate venga pubblicata come risoluzione ministeriale e sia di conseguenza applicabile in tutti i Comuni italiani. "È da tempo che facciamo pressione sul Governo perché la situazione si sblocchi – scrive Altroconsumo – a gennaio abbiamo scritto al Ministro Tremonti chiedendo la modifica del testo unico dell’IVA e di convertire in credito d’imposta (da usare in compensazione di altri tributi da pagare) quanto fin’ora indebitamente pagato". Altroconsumo consiglia, inoltre, di rivolgersi alla commissione tributaria provinciale, nel caso in cui il Comune respinga la richiesta di rimborso.

Intanto Federconsumatori fa sapere che sono ben due gli emendamenti al decreto incentivi presentato in Commissione Finanze e Attività Produttive alla Camera, il primo a firma di parlamentari della maggioranza con il sostegno del Ministero dell’Economia e il secondo del deputato Pdl e Assessore al bilancio del Comune di Roma Maurizio Leo. "Attraverso tali provvedimenti si vuole legalizzare un vero e proprio scippo ai 17 milioni di cittadini interessati, negando loro i rimborsi dovuti per aver pagato indebitamente, per anni, l’IVA sulla TIA, la cui applicazione è stata riconosciuta illegittima dalla Corte Costituzionale".

"In particolare – scrive Federconsumatori – l’emendamento quello della maggioranza di Governo prevede di sancire che la TIA è una prestazione di servizio soggetta ad IVA e, di conseguenza, questa può continuare ad essere pagata sulle bollette. Di fatti, l’esatto contrario di quanto sancito dalla Corte Costituzionale".

"Anche una parte dei Comuni – aggiunge Federconsumatori – su indicazione dell’ANCI, si stanno riappropriando della titolarità della TIA-tributo, facendola rientrare nei bilanci comunali definendo il regolamento di riscossione nell’ambito della concessione del servizio all’azienda, questa fatturerebbe il sevizio al comune stesso comprensivo di IVA, dove, in questo modo, per il cittadino utente domestico scatta la beffa di continuare a pagare un’IVA mascherata su un "tributo", una presa in giro inaccettabile".

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