RIFIUTI. Rimborso IVA, Comuni e Consumatori chiedono intervento del Governo

Ancora irrisolta la questione della tassa rifiuti, nonostante la Corte Costituzionale abbia stabilito in modo inequivocabile che la Tia, tariffa di igiene ambientale, è una tassa e non va applicata alcuna maggiorazione del 10% di Iva. Dopo che gli emendamenti al dl incentivi, presentati dal deputato PDL Maurizio Di Leo, che riguardavano la tariffa sui rifiuti, sono stati dichiarati inammissibili, l’Associazione dei Comuni Italiani chiede al Governo "un intervento normativo ad hoc che chiarisca per Comuni, enti gestori e contribuenti quali norme siano applicabili al prelievo dei rifiuti”.

Se non si chiarisce la natura tributaria, recependo la sentenza della Corte Costituzionale, e le norme da applicare in concreto, secondo l’ANCI si determinerà una grave situazione di rischio per la stabilità dei bilanci di Comuni ed enti gestori.

"La questione – precisa Adiconsum – riguarda in prevalenza le regioni del Centro Nord dove in questi ultimi anni si è passati dalla tassa rifiuti alla tariffa, con un aggravio dell’Iva a carico delle famiglie". "Considerato mediamente un costo di 150-200 euro l’anno di tassa rifiuti – dichiara Paolo Landi, Segretario Generale Adiconsum – il credito accumulato dalle famiglie nei confronti dell’erario oscilla fra i 70 e i 150 euro. Complessivamente è stato stimato che l’Iva da restituire alle famiglie è di circa 1 miliardo, ma tutte le pressioni esercitate per ottenere la restituzione di quanto pagato e non dovuto dalle famiglie sono state vane".

Secondo Adiconsum è sempre la stessa storia: quando c’è in ballo la restituzione di crediti a favore delle famiglie (v. telefonia e assicurazioni), il legislatore corre subito ai ripari per annullarli. "Adiconsum – conclude Paolo Landi – invita il Parlamento a trovare formule che prevedano la restituzione alle famiglie, anche, ad es., attraverso la compensazione nella Dichiarazione dei redditi".

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