RIFIUTI. Roma, niente più Iva su tassa igiene ambientale

I cittadini romani non pagheranno più l’Iva sulla tassa dei rifiuti. Il Campidoglio ha infatti dichiarato che il Comune di Roma non farà più pagare l’Iva al 10% sulla tassa dei rifiuti (Ta.Ri. / T.I.A.) che è stata dichiarata illegittima da una nota sentenza della Corte Costituzionale. La notizia è stata rilanciata oggi da Federconsumatori Lazio e dall’Adoc.

Ha detto Claudio Paielli, presidente Federconsumatori Lazio: "Questa è solo la prima di una lunga battaglia che abbiamo intrapreso per la restituzione del maltolto ai cittadini romani. La Federconsumatori proseguirà su questa strada fino a quando non sarà restituito a tutti gli aventi diritto anche quanto hanno indebitamente dovuto versare al Comune di Roma negli anni scorsi".

L’Adoc stima un risparmio del 10% per i consumatori: "è stata rispettata – commenta – la sentenza della Corte Costituzionale che aveva dichiarato illegittima l’applicazione dell’Iva sulla tassa sui rifiuti". L’associazione chiede ora di intervenire per trovare una soluzione ai pagamenti pregressi non dovuti.

"Abbiamo vivamente apprezzato la decisione del Comune di Roma di eliminare l’Iva sulla Tari, è stato colto lo spirito della sentenza n.238/09 della Corte Costituzionale – ha detto Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – con cui è stata dichiarata illegittima l’applicazione dell’Iva sulla tassa sui rifiuti, in quanto un tributo non è assoggettabile ad Iva. E’ una decisione importante per il futuro, in quanto evita l’insorgere di migliaia di contenziosi da parte dei cittadini. Rimane aperto, al contrario, il problema dei pagamenti pregressi e non dovuti. L’Adoc ha dato avvio ad alcune cause pilota proprio a Roma per ottenere il rimborso di quanto pagato, che stimiamo tra i 250 e i 400 euro per famiglia. Rimanendo in attesa di decisione, auspichiamo che il Comune di Roma ci convochi per individuare una soluzione concordata che preveda una forma di rimborso, come ad esempio uno sconto forfettario sulle bollette, per tutti i consumatori coinvolti. Crediamo che sia una soluzione che renda giustizia ai consumatori e che eviti l’accumularsi di ricorsi e contenziosi che, visto il numero di soggetti coinvolti, sarebbero potenzialmente in grado di paralizzare la macchina giudiziaria e di creare una spesa non necessaria per i cittadini e il Comune stesso".

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