RIFIUTI. Smaltimento elettrodomestici, Federdistribuzione chiede modifica legge

Federdistribuzione, l’associazione che raggruppa le imprese della Grande Distribuzione Organizzata, chiede un intervento politico d’urgenza che modifichi il quadro normativo sul ritiro dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE). Secondo la federazione la nuova norma rende di fatto impossibile alle aziende della GDO il ritiro di tali rifiuti, rischiando di portare gravi danni all’ambiente e ai cittadini.

A partire dal prossimo 1° luglio, secondo le nuove norme, il consumatore potrà portare gratuitamente al distributore l’apparecchiatura elettrica o elettronica dimessa, a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto analogo, mentre il distributore potrà portare gratuitamente presso le piazzole comunali i rifiuti provenienti dai consumatori per lo smaltimento.

Federdistribuzione, però, sottolinea in primo luogo il fatto che le piazzole attualmente coprono solo una piccolissima parte del territorio nazionale; in secondo luogo che le aziende della GDO non sono autorizzate a trattare o a stoccare nei propri siti questo genere di rifiuti prodotti da terzi (i consumatori), né prevede di concedere tali autorizzazioni in quanto i punti vendita della GDO hanno natura e scopi ben diversi da quelli dei soggetti specializzati nell’attività di gestione dei rifiuti. Il distributore, insomma, incorrerebbe comunque in sanzioni: penali in caso di ritiro e stoccaggio del RAEE nel punto di vendita, non essendo provvisto delle necessarie autorizzazioni; amministrative (da 150 a 400 € a pezzo ritirato) in caso di mancato ritiro del RAEE dal consumatore.

Per questo, Federdistribuzione ha sollecitato un decreto di semplificazione della normativa che, però, benché redatto dal Ministero per l’Ambiente, insieme ai Ministeri per lo Sviluppo Economico, della Salute, dell’Interno e dei Trasporti, è stato bloccato in Conferenza Stato Regioni. "Ci troviamo di fronte a un vero paradosso – sostiene Paolo Barberini, Presidente di Federdistribuzione – Le aziende della GDO possono e vogliono poter dare il loro contributo su questo fronte, fornendo inoltre un servizio ai cittadini, ma devono essere messe in grado di farlo nel rispetto delle regole".

 

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