RIFORME. Referendum elettorale, al via raccolta firme

E’ partita questa mattina la raccolta delle firme per il referendum elettorale. Mille le firme raccolte in meno di 1 ora. Fra I primi firmatari Renato Brunetta, Gian Franco Fini, Giovanni Guzzetta, Giovanna Melandri, Arturo Parisi, Stefania Prestigiacomo, Mario Segni. "Inizia così quest’avventura che ci porterà IL 24 luglio a raggiungere le 500 mila firme – dichiara Enzo Cursio, coordinatore del Comitato Romano per il Referendum – affinchè I cittadini possano chiedere la modifica della legge elettorale. Questo referendum non è di contrapposizione, stiamo semplicemente utilizzando il diritto sancito dalla Costituzione che permette ai cittadini di poter suggerire al Parlamento quelle riforme che considerano essenziali"

Tra le centinaia di cittadini al tavolo di via del Corso a Roma, esponenti dei partiti e delle associazioni: Willer Bordon, Peppino Calderisi, Natale D’amico, Francesco Ferrante, Gianfranco La Russa, Gianni Mattioli, Silvano Moffa, Teresa Petrangolini, Renata Polverini, Giulio Sant’Agata, Mario Segni, Chicco Testa, Giorgio Tonini.

I quesiti referendari sono tre. Il primo riguarda il premio di maggioranza per la lista più votata alla Camera, il secondo il premio di maggioranza per la lista più votata al Senato e il terzo l’abrogazione delle candidature multiple. L’attuale legge elettorale prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza, di cui possono beneficiare singole liste o coalizioni. Il primo e il secondo quesito abrogano l’assegnazione del premio alle coalizioni, sia alla Camera sia al Senato. Il premio di maggioranza viene così attribuito alla lista singola che abbia ottenuto il maggior numero di seggi.

Restano, invece, le norme sull’indicazione del "capo della forza politica" e quelle sul programma elettorale. La soglia di sbarramento viene elevata al 4 per cento alla Camera e all’8 per cento al Senato. Il sistema elettorale prodotto dai referendum dovrebbe spingere verso il bipartitismo, con tutela per le minoranze più rilevanti. L’obiettivo è di eliminare la frammentazione, facendo apparire sulla scheda un solo simbolo, un solo nome, una sola lista per ciascuna aggregazione.

Il terzo quesito intende cancellare la possibilità per il candidato eletto in più circoscrizioni di optare per uno dei seggi ottenuti, consentendo ai primi dei non eletti di subentrargli. Grazie a questo meccanismo, nell’attuale legislatura un terzo dei parlamentari è stato scelto, dopo le elezioni, sulla base delle decisioni di chi era stato eletto. Se passerà il quesito referendario verrà abrogata la possibilità di candidature multiple alla Camera e al Senato.

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