RINNOVABILI. Lazio, la Valle dei Latini sarà primo distretto agroenergetico italiano

Coltivazioni di girasoli e filiere agroenergetiche per lo sviluppo dei biocarburanti. Nasce nel Lazio il primo distretto agroenergetico italiano. Il piano di investimenti in fonti alternative sarà realizzato nella Valle dei Latini, ex Valle del Sacco, recentemente al centro delle cronache per l'inquinamento industriale ed il degrado ambientale. L'intenzione della regione è quella di proseguire il recupero della zona realizzando gli obiettivi della ecosostenibilità e dell'ecompatibilità, in linea con le politiche ambientali comunitarie.

 

"Il distretto agroenergetico – ha dichiarato il Presidente della regione Piero Marrazzo – è solo l’inizio di una politica regionale verso le fonti alternative sostenibili per lo sviluppo economico del Lazio: la Regione opererà un’accelerazione su altre operazioni di riqualificazione urbana in interventi che, come questi, non bastano da soli senza una grande alleanza e comunanza di obiettivi. Il Lazio si impegna così a mantenere i parametri di Kyoto: la Valle dei Latini è stato un luogo devastato dalla mancanza di controlli, così anche la filiera dei rifiuti, mentre oggi parliamo di impianti e tecnologie".

 

La Valle dei Latini, che comprende 20 comuni, grazie ad una serie di investimenti sul territorio conserverà la sua identità rurale ed agrolimentare e, allo stesso tempo, diverrà il primo distretto in Italia per la produzione e la commercializzazione delle energie alternative. La zona infatti "manterrà la sua vocazione territoriale – ha sottolineato l’assessore all’agricoltura Daniela Valentini – con un marchio di qualità ambientale per i suoi prodotti, che torneranno così ad essere competitivi sui mercati. Nasceranno, inoltre, tre filiere agro energetiche: la filiera dei bio carburanti, con 3000 ettari di superficie coltivabile a girasoli, un piccolo impianto di trasformazione compatibile con il territorio e 1.200 tonnellate di biodisel all’anno per alimentare una flotta di 2000 bus; la filiera del biogas" – ha concluso Valentini – "per sostenere lo sviluppo della zootecnia locale, e la filiera dei bio combustibili per rifornire gli impianti di riscaldamento sul territorio. Dai campi del Lazio agli autobus romani per rilanciare l’agricoltura in una zona che comprende ben 50 mila ettari di superficie agricola utilizzata".

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