RINNOVABILI. Toscana, nasce il primo distretto italiano dell’idrogeno

Per combattere le emissioni inquinanti, la Toscana investe sull'idrogeno. Grazie ad un finanziamento di quasi 11 milioni di euro, la regione porterà avanti una serie di attività in favore dei trasporti a basso impatto ambientale, e darà vita al primo distretto italiano dell'idrogeno, per la produzione (attraverso fonti di energia rinnovabile) lo stoccaggio, la distribuzione, la sperimentazione e la realizzazione di motori per auto e scooter. Alla fase della ricerca seguirà dunque il rodaggio su strada dei primi veicoli alimentati a energia pulita. Il progetto è stato varato ieri presso Palazzo Bastogi, con l'approvazione di un protocollo firmato da amministrazioni, imprese ed università locali.

 

I primi prototipi a circolare sulle strade toscane, ossia il Fiat Ducato (a motore enodtermico) e il Piaggio Porter (ad alimentazione elettrica da fuel cell), hanno motori diversi ma utilizzano entrambi l'idrogeno come vettore. Altri esempi di veicoli a emissioni zero saranno costituiti da bus per il collegamento con l'aeroporto Galilei di Pisa. La piccola flotta di prototipi va ad affiancarsi ad altri mezzi già esistenti: uno scooter Piaggio, una Fiat Multipla, un Doblò e una bicicletta a motore (prodotta dalla Magnetek). "La Toscana – ha spiegato il presidente della regione Claudio Martini – punta sull'idrogeno e sullo sviluppo di energia pulita. L'idrogeno sarà l'energia del futuro e la Toscana vuole essere protagonista di questa evoluzione: siamo interessati a costruire un sistema di mobilità progressivamente basato su veicoli ad emissioni zero. La ricerca è indispensabile per rendere realistico questo traguardo".

 

Il distretto dell'idrogeno sorgerà nell'area pisana. Il protocollo d'intesa è stato frutto della collaborazione di regione, provincia di Pisa, comune di Pontedera, Università di Pisa, Scuola Superiore di Sant'Anna, Società cosortile Pont-Tech Pontedera&Tecnologia. Numerosi i partner del progetto, tra cui il Dipartimento di ignegneria meccanica e altri tre dipartimenti dell'Università di Pisa e la Scuola superiore di Sant'Anna, che hanno già avviato l'attività di ricerca di base. A questi si aggiungono numerosi altri soggetti, pubblici e privati.

 

L'investimento complessivo previsto è di 10,9 milioni di euro. Il progetto è stato candidato dalla Regione al finanziamento CIPE all'inizio del 2006. In questa prima fase è arrivato il via libera a una prima tranche di fondi di oltre 5 milioni di euro che permette l'inizio delle attività di ricerca di base. La Regione si impegna inoltre a concedere un ulteriore contributo di 150 mila euro per il sostegno alla formazione, mentre la società consortile Pont-tech assicurerà l'integrazione fra le diverse attività del progetto. La Provincia di Pisa aiuterà la coordinazione del progetto e verificherà le ricadute sul sistema produttivo locale. Il Comune di Pontedera si impegna a destinare al progetto spazi riservati all'interno del Centro di ricerca e formazione sull'innovazione tecnologica-incubatore di imprese e a destinare un'area pubblica per l'installazione di un generatore eolico che servirà anche per produrre idrogeno.

 

I firmatari si sono inoltre impegnati a reperire ulteriori finanziamenti, anche attraverso i nuovi programmi operativi dei fondi europei (Fers e Fse) per il periodo 2006-2013, al fine di proseguire avanti le ulteriori fasi (ricerca fondamentale, ricerca industriale, sviluppo di sperimentazioni) che conduranno i primi veicoli circolanti su strada e consentiranno la definizione di un sistema ottimale di produzione, stoccagggio, trasporto dell'idrogeno.

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