RISPARMIO. Audizione CNCU in Commissione Finanze, Consumatori: “Riordinare Authority”

E’ necessario un riordino delle Autorità che regolano il settore del risparmio in Italia. E’ questa la richiesta presentata dal Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti nel corso di un’audizione in Commissione Finanze del Senato in merito all’indagine conoscitiva sulla riforma del risparmio. Le associazioni dei consumatori presenti, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, hanno posto l’accento, con sfumature diverse, sulla necessità di ripensare il modo con cui le diverse Autorità svolgono il proprio compito di controllo.

Fra chi chiede la soppressione di alcuni garanti e chi sceglie un approccio più sfumato, preferendo attendere come si assestano gli equilibri dopo la riforma, il presidente di Adusbef, Elio Lannutti, sottolinea come ci sia "ancora troppo squilibrio: Banca d’Italia, ad esempio, ha 8.000 lavoratori mentre l’Antitrust e le altre autorità solo 300 o 400". Della stessa idea anche Francesco Avallone di Federconsumatori: "Serve un’iniziativa del Governo che copra i buchi della riforma e porti ad un riordino delle Authority".

Sono proprio i vuoti normativi ciò che preoccupano l’Adoc: "Ciò che può generare conflitti non è la sovrapposizione delle competenze fra i garanti, ma la mancata copertura totale del settore del risparmio". Adiconsum preme invece su Banca d’Italia, sottolineando che sarebbe "necessario" abbreviare i tempi di trasferimento delle quote del capitale ai privati, adesso fissate in tre anni, e chiarire meglio gli ambiti di competenza con l’Antitrust. Fabio Melchiorre di Adoc punta il dito contro i nuovi criteri di punibilità del reato di false comunicazioni sociali, in base ai quali è punibile solo il reato che riguardi più dello 0,1 per mille della popolazione (cioé 57.000 risparmiatori) ed abbia un valore superiore allo 0,1 per mille del Pil (cioé 1,3 miliardi di euro). Con tali criteri, viene ribadito, gli scandali Cirio, Finmatica e Giacomelli non sarebbero rientrati nei nuovi criteri.

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