RISPARMIO. Banche italiane contrastano “Papa Bond”. La denuncia di Altroconsumo

Su 14 banche esaminate, solo 3 hanno valutato la possibilità di acquisto di una nuova emissione obbligazionaria di solidarietà, nata dall'organizzazione umanitaria Alleanza Gavi. Il dato emerge dall’inchiesta di Soldi Sette – il settimanale di Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, dedicato al risparmio. Nonostante il sostegno dato mondo politico, dalla finanza, dal settore dello spettacolo, e da quello ecclesiastico, gli istituti di credito si sono mostrati "mistificatori, egoisti e bugiardi", come li definisce Altroconsumo.

 

L'associazione dei consumatori sottolinea il valore dei bond emessi da Alleanza Gavi tramite la società IFFI: si tratta di "un’emissione obbligazionaria memorabile. In uno storico intreccio tra solidarietà e finanza è stato infatti raccolto un miliardo di dollari che verrà usato per la diffusione delle vaccinazioni nei Paesi in via di sviluppo e per altri progetti umanitari volti a salvare la vita di milioni di bambini". Il successo riscosso anche presso gli operatori finanziari dimostra l'affidabilità del prodotto, che si è meritato il voto AAA (ossia il massimo che si possa ottenere) dalle tre più grandi compagnie di rating del mondo (Moody, S&P e Fitch). Lo stesso cardinale Martino, su mandato di Papa Ratzinger, ha sottoscritto il primo bond e lo stesso hanno fatto, con i bond a seguire, l’Arcivescovo di Canterbury, il Rabbino capo, il Consiglio mussulmano britannico, il Forum industria britannico e la rete di Organizzazioni Sikh.

 

 

"Gli istituti di credito italiani – accusa Altroconsumo – non hanno invece sostenuto l’iniziativa: solo 3 delle 14 banche visitate da Soldi Sette hanno consentito l’aquisto dell’obbligazione; ben 9 istituti non hanno dato accesso all’investimento perché l’obbligazione era stata emessa da meno di un anno mentre un importo minimo superiore a quanto effettivamente stabilito è stato richiesto da altre due banche". "Pur di vendere solo i propri prodotti le banche negano, anche con l’inganno, l’accesso a investimenti le cui finalità etiche sono riconosciute da tutti ovunque". – afferma Vincenzo Somma, direttore di Soldi Sette – "In particolare colpisce l’interpretazione faziosa della legge sul risparmio che, pensata per la tutela del piccolo consumatore, è stata trasformata in un sostegno pubblicitario per i prodotti delle banche stesse e in una tagliola per il malcapitato cliente che è costretto a investire su questi ultimi". "La vicenda è ancora più incredibile" – continua Vincenzo Somma – "se si pensa che per la prima volta nella storia della finanza ben sei diversi Stati (Regno Unito, Francia, Spagna, Svezia e Norvegia e Italia) si sono impegnati a garantire ai sottoscrittori la restituzione del capitale investito a scadenza".

 

Comments are closed.