RISPARMIO. Bond Argentina, ATFA denuncia: in Svizzera riserve per ripagare investitori

"L’Argentina ha il denaro per ripagare i debiti contratti con gli investitori internazionali. I soldi ci sono e i possessori dei cosiddetti tango-bond è bene che non si lascino convincere dall’idea di sottoscrivere nuove emissioni o SWAP, come vorrebbe il Governo argentino. I dati in nostro possesso indicano che l’Argentina ha depositato circa 40 miliardi di dollari delle proprie riserve presso la BRI, la Banca dei Regolamenti Internazionali con sede a Basilea, Svizzera". E’ quanto denuncia Robert Shapiro, Presidente dell’ATFA, l’American Task Force Argentina, l’organismo con sede a Washington che si pone l’obiettivo di individuare ogni direzione possibile per far pressione sul Paese sudamericano, caduto in bancarotta nel dicembre del 2001, per riaprire le trattative e per risarcire le vittime del drammatico crack.

"Si tratta di circa l’80% delle riserve totali dell’Argentina e desta stupore che una cifra così imponente sia stata affidata alla BRI, quando mediamente le riserve estere tenute presso la BRI di banche centrali di altri paesi non superano il 4% delle riserve totali di ciascuna. Il Governo argentino – sostiene quindi Shapiro – utilizza la Banca dei Regolamenti Internazionali per evitare di pagare il debito conseguito nel 2001 con gli investitori internazionali. Di questi oltre 180.0000 sono sottoscrittori italiani dei bond andati in default. Siamo di fronte ad un vero e proprio abuso che i Governi delle Nazioni hanno il dovere di far cessare e che deve finire con la piena soddisfazione degli investitori italiani, tedeschi e americani che a suo tempo hanno dato fiducia al Paese sudamericano ".

"Ci appelliamo anche al Governo italiano – conclude Shapiro – perché operi insieme alla comunità internazionale per far sì che l’Argentina restituisca quanto dovuto agli investitori italiani, soprattutto considerando le difficoltà economiche in cui versano le casse italiane".

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