RISPARMIO. Bond Argentina, Tribunale Bari condanna Banca Credito Coperativo al risarcimento

Continuano a fioccare i risarcimenti ai risparmiatori che "si sono fidati" dei Bond Argentina. Questa volta è il Tribunale di Bari che, con una sentenza depositata il 14/7/2011, ha condannato una Banca di Credito Cooperativo locale a risarcire una coppia di coniugi (lui agricoltore, lei casalinga), residenti a Sammichele di Bari, che nel 1997 avevano investito i loro risparmi in Bond Argentina e, a seguito del crack del 2001, avevano perso il capitale.

La sentenza del Tribunale di Bari è severa nei confronti della banca: "Il comune professionista finanziario – si legge nella sentenza – disponeva di elementi che gli avrebbero dovuto consigliare una particolare attenzione nei confronti di questi titoli". Questo a differenza dei risparmiatori "sicchè – prosegue il Tribunale – appare evidente ed intuitivo che non essendo gli attori degli investitori professionali, ovvero muniti di pregressa esperienza in materia specifica, – l’operazione de qua, dai connotati speculativi ed altamente rischiosa, doveva e deve ritenersi inadeguata agli attori. Pertanto – conclude il Tribunale di Bari – la banca risulta responsabile per aver violato gli obblighi di diligenza e correttezza imposti dalla normativa di settore". La banca è stata condannata, oltre che a risarcire i risparmiatori dell’investimento effettuato, anche a pagare gli interessi, la rivalutazione e le spese del giudizio.

"Giustizia è fatta – commenta l’Avv. Massimo Melpignano, vicepresidente di Adusbef Puglia, che ha difeso i consumatori in questo giudizio contro la banca – La sentenza centra il cuore del problema: la banca non aveva informato i consumatori del rischio dell’investimento ed aveva venduto loro un prodotto non adeguato. Continuano a pervenire da tutta Italia, non solo da Bari, sentenze favorevoli ai risparmiatori vittime del crack Argentina, oltre 450.000 in tutta Italia, moltissimi in Puglia, per una perdita complessiva di 14 miliardi di euro. Continua senza sosta la battaglia di Adusbef in favore dei cittadini vittime dei prodotti bidone venduti loro inconsapevolmente".

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