RISPARMIO. Bond Cirio, Corte d’appello Bologna condanna banca. Vittoria Confconsumatori

La Corte d’appello di Bologna con sentenza n. 1063/10, confermando una precedente sentenza del Tribunale di Parma, ha dichiarato la nullità di un acquisto di titoli Cirio effettuato da una sua associata a Confconsumatori il 24 aprile 2001. "E’ di particolare importanza – dichiara l’avv. Giovanni Franchi, legale Confconsumatori, che ha difeso in giudizio l’investitrice vittoriosa -il fatto che la Corte ha affermato che le obbligazioni Cirio emesse tra il maggio 2000 e il maggio 2001 erano titoli pericolosissimi, perché erano state emesse all’estero prive di rating e di prospetto informativo con l’unico scopo di ripianare i debiti della società verso le banche".

"Da ciò consegue – continua l’avv. Franchi – che i risparmiatori che hanno acquistato titoli di quel tipo potranno agire nei confronti degli istituti alienanti con una certa sicurezza se della pericolosità non sono stati informati per iscritto e la stessa non è stata da loro accettata sempre iscritto". "Siamo infatti al cospetto – conclude l’avv. Franchi – "non di un semplice precedente, ma di una sentenza del giudice d’appello al quale tutti i Tribunali dell’Emilia Romagna dovranno uniformarsi".

Dopo essere risultato soccombente a Parma, l’istituto di credito aveva proposto appello, deducendo diversi errori del Tribunale. Ma la Corte, pur riformando la sentenza nella parte in cui era stata dichiarata la nullità per violazione di norme del TUF – le sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno infatti affermato che l’inosservanza di tali disposizioni comporta unicamente la risoluzione del contratto e/o l’obbligo dell’intermediario di risarcire i danni -, l’ha di fatto confermata. Ciò perché ha ravvisato nel caso l’inadempimento della banca e l’ha condannata al risarcimento dei danni, pari al capitale investito.

Secondo la Corte d’appello l’istituto di credito avrebbe violato diverse norme in materia, prima fra tutte l’art. 28 Reg Consob n. 11522/98 che impone la consegna all’investitore del documento sui rischi generali dell’investimento e l’assunzione del profilo di rischio, essendo mancata la prova a carico della banca dell’osservanza di tale disposizione.

 

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