RISPARMIO. Bond Parmalat, Bpi condannata al risarcimento per 200mila euro

Il Tribunale di Genova ha depositato la sentenza nella seconda causa collettiva promossa dallo "Sportello del Consumatore", associazione ligure a tutela dei consumatori, e dal Comitato "San Giorgio" in favore degli obbligazionisti Parmalat. La Banca popolare italiana è stata condannata a restituire 200.000 Euro ad un gruppo di 15 risparmiatori che avevano acquistato i titoli Parmalat tra l’anno 2000 ed l’anno 2002. E’ quanto si apprende da una nota delle due organizzazioni.

"Ancora una volta – ha affermato Patrizia Francalanci, presidente dello "Sportello del Consumatore" – due associazioni locali hanno direttamente promosso e portato alla vittoria un nutrito gruppo di risparmiatori sfruttando la propria rappresentatività sul territorio, caso unico in Italia, che consolida definitivamente la forza e la competenza tecnica del nostro gruppo di lavoro". Silvio Eric Mele, presidente del Comitato "San Giorgio" ha invece sottolineato "Che le banche hanno sempre propagandato la natura "sicura" e "tranquilla" di questi titoli, arrivando pure a sostenere di essere loro stesse "vittime" di Tanzi al pari dei semplici risparmiatori, una tesi inaccettabile che è stata completamente smontata dal Tribunale".

L’Avv. Stefano Vignolo che ha patrocinato la vittoriosa causa collettiva ha definito il risultato "storico" in quanto "siamo riusciti a dimostrare, per la prima volta in Italia, che le obbligazioni olandesi della Parmalat erano prodotti oggettivamente ad alto rischio, e ciò a prescindere dalle presunte truffe di Calisto Tanzi, fissando così un principio generale utilizzabile da tutti i risparmiatori coinvolti nella vicenda. Il Tribunale di Genova ha correttamente riconosciuto che la banca non è un venditore come tutti gli altri poiché opera sul mercato in qualità di professionista finanziario, tenuto ad una particolare diligenza nell’ottica della protezione del consumatore, soggetto debole tutelato da norme europee inderogabili".

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