RISPARMIO. Cittadinanzattiva commenta la proposta del nuovo statuto della Banca popolare di Milano

La bozza di riforma dello statuto in discussione al cda della Banca polare di Milano, che segue le indicazioni espresse dalla Banca d’Italia, "va bene ma si può fare anche di più". Questa la posizione di Cittadinanzattiva, espressa dal vice segretario Giustino Trincia, che nei mesi scorsi aveva presentato un esposto alle autorità di vigilanza sull’argomento. "Sono pienamente condivisibili" ha commentato Trincia, in un comunicato "sia l’ipotesi di ridurre il numero dei consiglieri, assicurando 7 membri su 16 alla lista di minoranza, sia quella di separare il momento della nomina del Presidente da parte dell’Assemblea da quello della nomina del Consiglio da parte della stessa Assemblea. Queste misure, infatti, garantirebbero la prima una maggiore garanzia di dialettica democratica e la seconda la possibilità di costruire percorsi condivisi e non per forza contrapposti tra maggioranza e minoranza per la nomina di un Presidente che dovrebbe svolgere anzitutto funzioni di garanzia per gli interessi generali della banca come dei risparmiatori.

"A maggiore tutela dei cittadini risparmiatori" ha concluso Trincia "ci auspichiamo però la Banca Popolare di Milano compia altre due scelte innovative incentrate sul Consiglio Sindacale, cioè sull’organismo chiamato a svolgere un decisivo ruolo di controllo. Il primo auspicio è che due posti al suo interno siano riservati agli investitori istituzionali e il secondo che il Presidente di questo organismo sia espressione proprio degli stessi investitori istituzionali, per assicurare all’organismo la massima capacità di controllo ed evitare che si finisca con una maggioranza che controlli se stessa".

 

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