RISPARMIO. Confconsumatori: Tribunale di Parma a favore di 14 risparmiatori per la vicenda Viatel

Il Tribunale di Parma ha accolto la domanda proposta da 14 consumatori, tutelati dalla Confconsumatori, i quali avevano acquistato titoli Viatel, società americana del nuovo mercato (Nasdaq), finita in dissesto poco dopo il 2000. Era accaduto che di quei tipi di bond fosse proprietaria una società finanziaria statunitense, che possedeva anche il 15% del capitale sociale della banca venditrice dei bond stessi.

Il Tribunale ha dichiarato la nullità di 7 contratti d’investimento, perché privi della forma scritta prevista dall’art. 23 Testo Unico Finanziario (T.U.F.), e ha condannato la banca al rimborso della somma pagata dai risparmiatori. Gli ordini erano stati, infatti, impartiti per telefono, senza che il contratto generale d’investimento prevedesse tale possibilità. Il Tribunale ha, inoltre, condannato sia la società finanziaria sia l’istituto di credito, per tutti gli altri investimenti non dichiarati nulli, al risarcimento dei danni patiti dai risparmiatori. Il Giudice ha riconosciuto che la banca italiana aveva venduto titoli di cui era proprietaria una propria socia, violando il divieto di conflitto di interessi.
Inoltre, la banca avrebbe dovuto informare gli acquirenti che si trattava di bond "a rischio", con conseguente obbligo di risarcire il danno arrecato.

Si tratta, secondo l’avv. Giovanni Franchi di Confconsumatori, che ha tutelato i risparmiatori insieme all’avv.Federica Gatti dell’Adiconsum, di una sentenza importantissima, perché, come già accaduto a Milano per acquirenti di titoli Carrier 1, è stata riconosciuta piena tutela anche a chi ha effettuato investimenti esteri. Inoltre, è stato finalmente stabilito che un semplice ordine telefonico non è sufficiente per un acquisto di titoli, se la stessa modalità non sia prevista nel contratto quadro.

 

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