RISPARMIO. Confconsumatori: nullo contratto stipulato in casa senza comunicazione diritto recesso

Risparmio: due sentenze del Tribunale di Lecce e del Tribunale di Cremona hanno riconosciuto la nullità dei contratti d’acquisto stipulati presso l’abitazione dei consumatori senza che venisse loro comunicato il diritto di recesso entro sette giorni. È quanto rende noto Confconsumatori. In entrambi i casi il contratto d’acquisto era stato stipulato presso l’abitazione degli associati, ma non era stato comunicato loro il diritto di recesso entro 7 giorni, sancito dall’art. 30 del Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria. Per questa violazione del TUF entrambi i contratti sono stati annullati e le banche sono state condannate a risarcire gli associati.

Uno dei casi riguarda il Tribunale di Lecce, che ha dichiarato la nullità del contratto My Way stipulato da un associato di Confconsumatori di Brindisi e ha condannato la MPS Banca Personale alla restituzione delle somme corrisposte dal consumatore pari a circa 20.000 euro. Sottolinea Confconsumatori che "in virtù dell’art. 30 del Testo Unico dell’Intermediazione Finanziaria (TUIF), ogni qual volta un contratto venga stipulato fuori dalla sede della Banca, lo stesso deve contenere una apposita clausola concernente il diritto del consumatore di recedere dallo stesso entro 7 giorni dalla stipula dello stesso con conseguente scioglimento di ogni e qualsivoglia vincolo di natura economico-negoziale. Qualora tale clausola non sia prevista il contratto è nullo. Nel caso di specie, pur essendo il contratto stato stipulato presso l’abitazione del risparmiatore, quindi, fuori dalla filiale della banca, lo stesso non conteneva la clausola concernente il diritto di recesso". "E’ una grande vittoria per la nostra associazione che dopo aver ottenuto la prima sentenza in Italia dinnanzi al Tribunale di Brindisi con la quale la Banca è stata condannata per la vendita del prodotto finanziario denominato My Way, continua ad ottenere vittorie vedendo accolte le proprie tesi volte ad evidenziare sempre nuovi profili di irregolarità dei contratti concernenti i prodotti finanziari", ha detto Emilio Graziuso Responsabile Nazionale Settore Credito Confconsumatori.

Il Tribunale di Cremona ha invece annullato, con la stessa motivazione, un contratto di acquisto di bond argentini e condannato l’Istituto di credito a rimborsare l’investimento, oltre agli interessi legali e alle spese di causa. Anche in questo caso, il contratto era stato stipulato presso l’abitazione dei risparmiatori senza comunicazione del diritto al recesso entro sette giorni.

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