RISPARMIO. Confconsumatori: titoli Cirio, restituiti 330 mila euro

I titoli Cirio erano pericolosissimi già nel 2002 e la banca, quale operatore professionalmente qualificato, era in concrete condizioni di conoscere o dover conoscere tale livello di rischio, quindi doveva informare i clienti e far dichiarare la propensione al rischio, anche se gli investitori erano agiati. È il principio seguito dal Tribunale di Firenze che ha disposto la restituzione di oltre 330 mila euro a tre investitori.

È quanto rende noto oggi Confconsumatori. Il caso in questione dei bond Cirio è stato esaminato dal Tribunale di Firenze che, con sentenza n. 776/11, si è pronunciato sulla risoluzione di diversi acquisti di titoli Cirio effettuati in pari data e ha condannato l’istituto di credito alla restituzione della somma versata (333.000 euro), maggiorata degli interessi legali e dell’eventuale differenziale tra il saggio medio di rendimento dei titoli di Stato, con scadenza non superiore a dodici mesi, e il tasso d’interesse legale. Il tutto previa restituzione dei titoli, ma non delle cedole nel frattempo percepite.

Secondo il Tribunale, informa Confconsumatori in una nota, "quando furono effettuati gli ordini d’acquisto dei titoli Cirio da parte di tre associati l’8 marzo del 2002, la banca, quale operatore professionalmente qualificato, era in concrete condizioni di conoscere o comunque di dover conoscere livello di rischio dei titoli emessi da società del gruppo Cirio – rischio derivante dal fatto che si trattava di obbligazioni prive di rating e per le quali non era stato predisposto alcun prospetto informativo. Questo comportava il dovere di sconsigliare l’acquisto da parte dei propri clienti o quanto meno di informare gli stessi del particolare rischio dell’operazione. Insufficiente, sempre per il Tribunale, è d’altra parte da considerare ‘l’informativa apposta dalla banca sugli ordini d’acquisto, sia in quanto generica (non essendo stato enunciato lo specifico rischio dell’operazione) sia in quanto non fatta oggetto di selezione, mediante l’apposizione di segno di spunta da parte del cliente, di sufficientemente dettagliate categorie di rischio’".

Per l’avvocato Giovanni Franchi, legale Confconsumatori, che insieme all’avv. Piero Catelani ha difeso in giudizio gli investitori, si tratta di una sentenza importante perché il Tribunale "ha affermato che le obbligazioni Cirio nei primi mesi del 2002 erano titoli pericolosissimi, talmente pericolosi da rendere indispensabile l’informativa prescritta dall’art. 29 Reg. Consob n. 11526/98 e la specifica accettazione del cliente. Ma è soprattutto importante – continua Franchi – che la pronuncia riguardi investitori particolarmente agiati per un importo ingente. Anche per tali investitori è stato infatti affermato che l’alta propensione al rischio deve essere specificata".

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