RISPARMIO. Consob, Consumatori delusi dalla relazione di Cardia

"Deludente e inadeguata". E’stato questo il commento del Codacons alla relazione annuale di Lamberto Cardia, Presidente Consob presentata oggi a Milano, di fronte al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e a tutto il mondo della finanza. "Non basta auspicare trasparenza e correttezza – ha dichiarato l’avvocato Marco Maria Donzelli, che rappresentava l’Associazione di consumatori all’incontro – Cardia doveva dirci che cosa ha fatto la Consob per prevenire tutti i fallimenti e i crac che hanno travolto migliaia di risparmiatori italiani in questi ultimi anni. E’ vero, come dice Cardia, che senza trasparenza non c’è fiducia e senza fiducia non c’è stabilità, peccato che la Consob in questi anni non abbia fatto granché per impedire questo clima di sfiducia e per avere un mercato realmente trasparente" ha proseguito Donzelli.

"Cosa ha fatto la Consob in questi anni per assicurare ai risparmiatori tutte le informazioni necessarie per effettuare e gestire i loro investimenti in modo consapevole, per controllare l’attendibilità delle informazioni fornite al mercato, per accertare se vi fosse trasparenza e correttezza nei comportamenti delle società quotate in Borsa? In Italia nessuno realmente controlla e previene le violazioni delle normative poste a tutela del risparmio e dei risparmiatori. Gli interventi – ha concluso Donzelli -sono sempre tardivi e successivi a violazioni di carattere penale, ossia quando è troppo tardi ed il risparmiatore è già stato truffato".

La pensa così anche Paolo Landi, Segretario generale Adiconsum. "Il risparmio delle famiglie in questi ultimi anni è stato oggetto di raggiri, truffe, furbizie – si legge in una nota dell’Associazione dei consumatori – Nonostante ciò poco è cambiato ed i risparmiatori ancora oggi non si sentono tutelati. In altri Paesi i responsabili di raggiri e truffe stanno scontando pene in carcere: nulla di tutto ciò è successo in Italia. La stessa MIFID rischia di essere più una tutela burocratica che effettiva. L’informazione per valutare il rischio di un investimento – continua la nota – è tutt’altro che trasparente e questo spiega la disaffezione dei consumatori nei confronti della Borsa".

Adiconsum condivide l’esigenza di indicatori trasparenti e comprensibili sui bond bancari: in particolare sul rendimento, sul grado di rischio, sui costi, sui prezzi di compravendita, per rendere possibile ai consumatori una valutazione attenta e una comparazione dell’investimento. Secondo Landi è giusta l’esigenza di un’unica Autorità nel settore finanziario, ma bisogna mantenere le funzioni specifiche per il settore assicurativo, i fondi previdenziali, la Borsa, ecc.., in modo che le professionalità acquisite dall’Isvap e dalla Covip non vadano disperse, ma razionalizzate nell’ambito di un’unica Autorità.

Paolo Landi conclude ribadendo la necessità, in Italia, di una class action quale deterrente dei comportamenti diffusi di non rispetto delle regole. Purtroppo il testo approvato dal Parlamento è di scarsa o nulla efficacia, né può essere utilizzato per i numerosi casi di risparmio tradito accaduti in questi anni.

"Alla luce di quanto dichiarato oggi da Cardia, ci chiediamo: chi tutela i risparmiatori italiani dalle truffe finanziarie?" A dirlo è Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, in merito alla odierna relazione della Consob. "Cardia sostiene che le famiglie hanno ridotto i loro investimenti in borsa a causa della crisi; a noi sembra invece che usi la crisi solo come un paravento per non parlare del deficit di tutele. Siamo convinti – ha detto Petrangolini – che un motivo centrale di questo andamento sia nella assenza di tutele vere per i cittadini che sono rimasti vittima dei crack finanziari, e che non potranno neanche attendere l’entrata in vigore dell’azione risarcitoria collettiva, che di fatto impedisce la retroattività e tutto sembra tranne che una legge ritagliata sul bisogno di tutele per i cittadini".

"Siamo colpiti dal fatto che Cardia trovi commoventi le segnalazioni che giungono da tanti cittadini, ma a noi piacerebbe sapere quando arriveranno delle risposte efficaci. A nostro parere – ha concluso Teresa Petrangolini – è fondamentale che la Consob riacquisti pienamente il potere di controllo, senza dover attendere che siano gli stessi interessati a segnalare problemi, come abbiamo evidenziato nel caso della Bpm e delle tutele dei piccoli azionisti".

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