RISPARMIO. Consumatori e Ambientalisti ribadiscono richieste a Bassanini

Consumatori e Ambientalisti rispondono alla lettera di Franco Bassanini, presidente della Cassa Depositi e Prestiti, e tornano sulla disposizione dell’art.22 del decreto anticrisi che consente di attingere – rilevano le associazioni – direttamente dal risparmio postale per finanziare le grandi opere. "Riteniamo che proprio questa sia la novità sostanziale che introduce un forte elemento di discontinuità rispetto al passato, come ricordato nella nostra lettera del 22 dicembre: infatti, sino ad oggi, secondo le norme vigenti (Dl. 260/2003, convertito nella l. 326/2003), approvate nella XIV legislatura da una maggioranza e da un governo come gli attuali, CDP SpA, può finanziare le grandi opere, solo grazie all’emissione di obbligazioni non garantite dallo Stato. Cosa assai diversa, come da Lei confermato, è poter attingere direttamente dalla raccolta postale – scrivono le associazioni – Raccolta postale che, Lei ricorda, viene garantita totalmente dallo Stato in una situazione in cui i nostri conti pubblici sono in grave sofferenza, il debito pubblico ha ricominciato a correre e in cui operazioni analoghe di trasferimento fuori della contabilità pubblica di operazioni di finanziamento delle infrastrutture strategiche, quali quelle avviate e concepite da Infrastrutture SpA – non a caso fusa per incorporazione proprio in CDP SpA con la legge 266/2005 (Legge Finanziaria 2006) – sono state del tutto fallimentari, facendo emergere con la Legge Finanziaria 2007 un "debito nascosto" a carico dello Stato di 12.950 milioni di euro per il finanziamento del sistema dell’Alta Velocità ferroviaria".

Le associazioni apprezzano che fra le condizioni delle operazioni ci sia la sostenibilità economico-finanziaria ma scrivono che "nella stragrande maggioranza dei casi (dal ponte sullo Stretto di Messina alle varie tratte dell’AV ferroviaria), come ha testimoniato anche la Corte dei Conti nelle sue indagini e nei suoi atti di controllo delle Delibere CIPE, i progetti delle infrastrutture strategiche (proprio cioè di quelle grandi opere di cui avrebbe bisogno il Paese) non sono corredati da studi di fattibilità economico-finanziaria che dimostrino la redditività e l’utilità delle opere".

Vengono dunque ribadite le richieste di abrogare i primi due commi dell’art.22 del dl 185/2008 in sede di conversione in legge e di precisare i compiti di CDP "in un disegno di legge, frutto di un ampio e approfondito confronto in Parlamento".

PDF: La lettera di Consumatori e Ambientalisti

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