RISPARMIO. Crack General Motors, Altroconsumo: arrivano i rimborsi

Nel piano di risanamento della General Motors, che qualche mese fa è tornata in borsa dopo essere stata messa in amministrazione controllata, ci sono importanti novità per i sottoscrittori di obbligazioni della vecchia società: è previsto il risarcimento attraverso il conferimento di azioni e warrant della nuova società risanata. Lo spiega Altroconsumo che tranquillizza i vecchi bondisti che stanno ricevendo una serie di comunicazioni per mezzo lettera dagli Usa che informano dei termini dell’accordo. L’Associazione spiega che la procedura è standard e non bisogna fare nulla.

La prima comunicazione, quella con l’intestazione "Notice of objection to individual eurobond deutsche debt claims" riguarda i possessori di bond GM in euro. Come anticipato da Altroconsumo su soldi.it non è necessario fare la registrazione del credito per questi titoli. Il credito è già stato registrato e non bisogna fare nulla. Il rimborso arriverà.

Un’altra comunicazione ha l’intestazione "Beneficial owner ballot for accepting or rejecting amended joint chapter 11 plan of motors liquidation company" e riguarda l’accettazione del piano di risanamento che prevede il rimborso dei vecchi bondisti sulla base di un mix di azioni e warrant della nuova Gm. La comunicazione chiede al consumatore se il piano gli va bene o no. Altroconsumo consiglia di rispondere sì poiché non ci sono alternative al piano attuale e una bocciatura comprometterebbe entità e tempistica dei rimborsi. Ma la risposta non è obbligatoria e se non si vota, comunque, non si perde nulla. La decisione finale sarà valida anche per chi non ha votato.

"Il valore del rimborso – scrive Altroconsumo – dipende dal prezzo dell’azione GM (36,45 dollari): al momento lo stimiamo pari a circa il 40% del vostro investimento. Chi non vuole aspettare può provare a vendere sulla borsa di Francoforte i vecchi bond, ma l’operazione potrebbe non essere facile: si deve fare tramite un operatore bancario (sportellista, promotore o operatore telefonico) e non è detto che la vostra banca consenta l’operazione (che ci risulta, invece, fattibile con Fineco). Se decidete di vendere, ricordate, comunque, quando fate l’ordine, di comunicare un limite di prezzo: i bond sono molto poco scambiati e quindi c’è il rischio che il prezzo effettivo di vendita possa risultare più basso di quello indicato".

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