RISPARMIO. Crisi finanziaria, che fare con titoli e azioni? I consiglio di Altroconsumo

Nell’ultima settimana la Borsa italiana ha subito nuovamente forti cali; il valore azionario di molte società italiane quotate in Borsa, a cominciare da quello delle banche, si è ridotto pesantemente e il differenziale tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi (che sono considerati i più sicuri) ha toccato quota 400. Questo vuol dire che sui mercati internazionali l’Italia è considerato un Paese rischioso. Infatti il differenziale di rendimento dei titoli di uno Stato rispetto a quelli di un altro Stato più forte è il parametro che ne misura la solidità in un certo momento. Quando gli investitori si fidano del fatto che i titoli di uno Stato saranno rimborsati, il tasso di rendimento che il Paese deve pagare per avere persone disposte ad acquistare il suo debito è più basso. Ma quali sono i rischi reali che si corrono gli investitori italiani?

Altroconsumo fornisce qualche consiglio agli investitori italiani. Per quanto riguarda i titoli di Stato, è bene ricordare che l’aumento del differenziale rispetto ai Bund (tedeschi) non si traduce immediatamente in perdite per il piccolo investitore. Lo spread aumenta perché tutti corrono a rifugiarsi nei Bund spingendo il rendimento del titolo tedesco ai minimi storici (1,85% per la scadenza decennale) e perché, viceversa, gli operatori vendono i BTp (i cui rendimenti sono saliti fino al 5,59%). Ogni aumento di un punto percentuale del tasso si traduce automaticamente in un calo del prezzo del titolo in mano al risparmiatore, tanto più marcato quanto più lontana è la scadenza (è per questo che si parla tanto di BTp e meno di CcT e BoT che con le loro scadenze brevi sono meno soggetti alle turbolenze).

E si tratta comunque di perdite potenziali: se l’investitore conserva l’obbligazione fino alla naturale scadenza otterrà indietro l’intero capitale investito. Se invece decide oggi di vendere avrà una perdita legata alla riduzione di prezzo del titolo sul mercato rispetto al momento dell’acquisto. Secondo Altroconsumo i titoli italiani sono ancora sicuri; il rischio di bancarotta, cioè il momento in cui il Tesoro non più in grado di onorare i propri impegni, sembra davvero molto lontano. Peraltro una bancarotta dell’Italia porterebbe ad una crisi dell’intera Unione monetaria europea. Il consiglio è quindi di tenere i BTp fino alla loro naturale scadenza; questi strumenti non sono adatti a chi non può vincolare il proprio denaro per un po’: una vendita prima della scadenza potrebbe portare perdite davvero rilevanti.

Rispetto all’investimento in azioni, che da sempre è consigliato solo a chi ha un orizzonte temporale di lungo periodo, la fretta è cattiva consigliera ed è meglio aspettare per liquidare le posizioni. Chi ha azioni in portafoglio e decide di venderle adesso avrà delle perdite. "Il consiglio è di aspettare tenendo sotto controllo gli andamenti di mercato sul sito soldi.it".

Buone notizie, invece, per chi ha accesso un mutuo a tasso variabile; la crisi finanziaria ha ridotto i tassi di mercato, l’Euribor, il parametro di riferimento dei mutui indicizzati, da agosto è in continua discesa, dunque le rate del mutuo trarranno qualche vantaggio dalla crisi.

 

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