RISPARMIO. Dolceta, educazione finanziaria carta vincente del risparmiatore europeo: best practice

Sapere è potere – recita un vecchio motto – e il confronto su come i cittadini dei diversi Paesi europei hanno affrontato la crisi che in quest’ultimo biennio ha messo a dura prova le loro finanze personali, è la migliore dimostrazione di questa antica saggezza. In tempi di forte crisi economica internazionale, è stato così lanciato un nuovo processo di alfabetizzazione finanziaria attraverso ‘Dolceta’ (www.dolceta.eu), lo strumento online della Commissione europea per l’educazione del consumatore. Realizzato in 27 versioni diverse e disponibile in 21 lingue, il sito viene costantemente aggiornato tenendo in considerazione le specifiche condizioni economico-finanziarie di ogni Paese membro. Nei giorni scorsi è stata inoltre inaugurata una nuova sessione relativa all’alfabetizzazione informatica per gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie che potranno così introdurre agevolmente questi argomenti ai propri studenti durante le lezioni in classe.

Il Commissario per la Salute e Politica dei Consumatori, John Dalli, ai margini di una conferenza su questo tema che si è tenuta a Bruxelles il 28 maggio scorso, ha elencato le priorità delle politiche rivolte al consumatore riguardanti i servizi finanziari in tempi di crisi.

"Quanto prima si forniranno gli strumenti adatti a tutti per comprendere la complessità dei temi economici, tanto meglio sarà per i cittadini stessi – ha sottolineato il Commissario europeo -. E proprio uno strumento come Dolceta, rivolto ad un pubblico più giovane, consentirà ai giovani cittadini europei di poter fare, in futuro, delle scelte economico-finanziarie più mirate".

Recenti studi hanno dimostrato infatti come i consumatori odierni non siano in grado di determinare al meglio le proprie scelte all’interno dei servizi finanziari: il 79% degli Europei, secondo un sondaggio di Eurobarometro, vorrebbe informazioni più standardizzate e maggiormente comparabili per i prodotti finanziari e soprattutto desidera fortemente conoscere quali sono i propri diritti di risparmiatore.

L’educazione finanziaria è diventata quindi più che mai la carta vincente del risparmiatore europeo: il crollo dei mercati finanziari ha dimostrato chiaramente che per tutelare i risparmiatori, le regole – seppure indispensabili – non sono sufficienti: l’educazione finanziaria gioca quindi più che mai un ruolo fondamentale, destinato a diventare nel tempo un vero e proprio valore aggiunto.

Dai risultati emersi dai primi studi sul panorama complessivo delle iniziative di educazione finanziaria in Europa – promosse a partire da 2007 dalla Commissione Europea nel territorio UE, sono stati identificati oltre 154 differenti programmi educativi: di questi, oltre due terzi erano specificatamente dedicati ai ragazzi in età scolare bambini, un target raggiunto in modo particolare attraverso la Rete (nel 66% dei casi), seguito dall’insegnamento diretto nelle scuole e nelle università.

Dal confronto delle diverse situazioni europee in materia di cultura finanziaria, emergono quindi interessanti esperienze pilota in Gran Bretagna, Francia, Germania e Spagna. In questo articolo, prenderemo in considerazione, in particolare, l’esperienza anglosassone.

Secondo i dati emersi dalla ricerca ‘L’educazione finanziaria in Italia: riflessioni e proposte per migliorare la cultura finanziaria del Paese’, realizzata da Ambrosetti – The European House, in collaborazione con il Consorzio Patti chiari, l’esperienza del Regno Unito in materia di educazione finanziaria costituisce infatti la best practice a livello europeo. Diversamente dal caso statunitense – dove la molteplicità degli enti istituzionali e regolatori è stata riunita all’interno della Financial Literacy and Education Commission, un’apposita commissione per l’educazione finanziaria dei cittadini – nell’esperienza britannica le funzioni di indirizzo e coordinamento delle iniziative di educazione finanziaria sono state delegate a un unico ente: l’FSA(Financial Services Authority), l’autorità indipendente di vigilanza sui mercati finanziari.

Nel Regno Unito, in base alle attribuzioni del Financial Services and Markets Act del 2000, l’FSA prevede tra le proprie finalità istituzionali, il mantenimento della fiducia nel sistema finanziario, la promozione della comprensione da parte del pubblico del sistema finanziario stesso, la garanzia di un adeguato grado di tutela dei risparmiatori e la riduzione del fenomeno delle frodi finanziarie. In tale contesto, spetta all’FSA il compito di definire le linee guida dell’educazione finanziaria per i risparmiatori, anche attraverso la collaborazione con i Ministeri dell’Istruzione e dell’Industria e il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e delle università.

Attualmente, l’FSA lavora anche a stretto contatto con il ministero della Giustizia, nella convinzione che, molto spesso, alla base di atti criminali e frodi finanziarie possano sottostare problemi di denaro. Il punto di partenza per la definizione della strategia è stato uno specifico studio mirato al rilevamento del livello di competenze finanziarie della popolazione: il Financial Capability in UK, articolato su cinque aree di indagine: la capacità di rispettare le scadenze di pagamento e quindi la responsabilità dei cittadini nella gestione delle loro finanze; la capacità di seguire la propria condizione finanziaria, acquisendo nozioni adeguate all’esigenza di confrontarsi con situazioni debitorie e con altri impegni finanziari; la capacità di pianificare per il futuro, soprattutto sotto il profilo del risparmio previdenziale; la capacità di scegliere i prodotti finanziari, tenendo conto che il numero e la complessità delle scelte da effettuare sono aumentate in modo esponenziale negli ultimi 25 anni; la capacità di mantenersi informati sulle questioni finanziarie.

Dall’indagine è emerso un quadro non particolarmente confortante delle effettive capacità finanziarie degli inglesi. Su tali basi, il rapporto del FSA Financial capability in the UK ha individuato alcune aree di intervento prioritarie, che, in sostanza, riguardano i curricula scolastici, la formazione dei giovani e dei lavoratori dipendenti, l’informazione dei consumatori e la predisposizione di strumenti online in grado di assicurare la diffusione di informazioni di base per la gestione del proprio bilancio personale e familiare.

Per quanto riguarda l’istruzione scolastica, d’intesa con il governo, dal 2008 il National Curriculum per le scuole secondarie è stato integrato con un programma di educazione finanziaria (Learning Money Matters), supportato anche da progetti di riqualificazione degli insegnanti, dal contributo di consulenti esterni e da un istituto non governativo, il Personal Finance Education Group (PFEG), che gestisce un programma, finanziato dall’FSA, in virtù del quale si prevede di rendere disponibili gratuitamente a 4.000 scuole (per un totale di 1,8 milioni di studenti) entro il 2011 consulenti e materiale didattico per formare e supportare gli insegnanti.

Il programma Helping Young Adults Make Sense of Money si rivolge invece ai giovani adulti, che secondo il FSA costituiscono un gruppo sociale particolarmente a rischio, per quel che riguarda la capacità di gestire la situazione finanziaria personale. Una particolare attenzione – con la formulazione di specifici programmi in partnership con istituzioni educative ed organizzazioni
no profit – è rivolta ai giovani in età compresa tra i 16 e i 24 anni che non svolgono attività lavorative e non seguono percorsi di formazione: nel Regno Unito infatti, a fronte di circa 2,3 milioni di giovani che hanno accesso all’educazione universitaria, vi sono 1,1 milioni di giovani che invece non hanno la possibilità di sviluppare un proprio percorso formativo, lavorativo o di preparazione.

Specifiche iniziative sono poi destinate ai neo genitori, ai quali è stata dedicata una guida e un sito web (Parent’s Guide to Money) contenente informazioni di varia natura, attraverso le quali le giovani famiglie sono messe in condizioni di comprendere come far fronte alle possibili difficoltà legate a nuove spese (oltre al mantenimento di un figlio, anche quelle dovute all’acquisto di una casa più grande o di una nuova automobile) o minori entrate. Per venire incontro ai bisogni delle giovani famiglie e offrire a ogni neonato una somma di denaro di cui potrà avvalersi per cominciare la sua vita adulta, il governo ha aperto il Children Trust Fund, un versamento statale di 250 sterline per ogni bambino residente nel Regno Unito e nato dopo il 1° settembre 2002, che i genitori possono investire scegliendo una rosa di opzioni, ma non usarla direttamente: la somma rimane infatti di proprietà del bambino, che potrà utilizzarla al compimento del 18° anno di età.

Make the Most of Your Money è invece un programma rivolto ai lavoratori dipendenti finalizzato a fornire strumenti di educazione finanziaria sul luogo di lavoro. In particolare, l’FSA offre gratuitamente corsi ed iniziative di educazione finanziaria ai lavoratori sotto forma di seminari nei luoghi di lavoro. I lavoratori ricevono anche un pacchetto informativo basato sui temi trattati nel corso del seminario (elaborazione di un budget personale, risparmio e investimenti, mutui, modi per affrontare possibili problemi di indebitamento, protezione dei propri risparmi, previdenza).

Quanto all’informazione ai consumatori invece, l’FSA – nell’ottica di fornire informazioni imparziali, accessibili online e in modo interattivo ha messo a disposizione dei cittadini una serie di strumenti che aiutano il risparmiatore/investitore medio a comprendere le dinamiche connesse all’elaborazione di un budget, alla richiesta di un prestito, alla pianificazione del proprio futuro, specialmente sul piano previdenziale, e alla scelta di uno o più prodotti finanziari. In particolare, il programma Moneymadeclear assicura informazioni chiare e imparziali sui prodotti e sui servizi finanziari, al fine di aiutare i consumatori a operare le scelte finanziarie più convenienti. Il Debt Test permette invece di capire quali sono le probabilità di incorrere, nell’arco di un anno, in problemi finanziari con i mutui accesi, mentre attraverso il Pension Calculator si può pianificare la propria pensione ed esaminare quale sarà l’impatto dei diversi livelli contributivi.

Infine, entro il 2011 l’FSA intende raggiungere il più ampio numero di visitatori al sito, raddoppiando il numero di accessi (da 2 a 4 milioni di visitatori on-line) nei prossimi tre anni.

di Flora Cappelluti

 

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