RISPARMIO. Ecco come Confconsumatori ha difeso i risparmiatori traditi da anni di crack finanziari

A sei anni dall’inizio del "caso Parmalat", sabato scorso Confconsumatori ha fatto il punto sulle iniziative svolte a favore dei risparmiatori che hanno visto i loro risparmi svanire nei diversi crack finanziari. Ecco i numeri snocciolati nel corso della conferenza stampa: l’associazione ha costituito parte civile nei processi penali di Milano e di Parma circa 1.500 persone, e, grazie a transazioni con la società di revisione Deloitte e con le banche estere Morgan Stanley, Deutsche Bank e UBS, gli associati hanno potuto riappropriarsi del 16% del capitale investito, pari a 3.800.000 €. Ultima in ordine di tempo la nuova transazione con Citibank, Credit Suisse e Bank of America per un ulteriore rimborso del 10% del capitale, che, per gli associati di Confconsumatori, comporterà un risarcimento di altri 3.500.000 € circa.

I legali di Confconsumatori, poi, approfondendo gli atti dei processi penali, hanno intentato motivate cause civili contro le banche che avevano venduto i bond della Parmalat.
Ad oggi le cause civili "Parmalat" sono complessivamente 95 (23 concluse con sentenza e 71 con transazione) per un totale di 2.579.474 € rimborsati.

Il caso Parmalat ha avuto una grandissima eco nel Paese ed è cresciuta la sensibilità da parte dell’opinione pubblica e delle Istituzioni: ciò ha prodotto nuove normative ed un orientamento giurisprudenziale più favorevole alla tutela dei diritti dei risparmiatori. A seguito di ciò, anche molti risparmiatori che avevano investito in altri titoli "spazzatura" (Argentina, Cirio, Viatel, Cerruti, Carrier ecc., e da ultimo Lehman Brothers) o in altri prodotti (come My Way e 4You) hanno deciso di far valere le loro ragioni dinnanzi ai Tribunali Civili.

In ogni regione d’Italia, sono stati sottoposti al vaglio dei legali di Confconsumatori centinaia di casi di investimenti finanziari poco corretti, che hanno dato origine a conciliazioni o a procedimenti civili (conclusi con sentenza o con transazione), a favore dei risparmiatori acquirenti.
Si sono così avuti i seguenti risarcimenti:
– bond Argentini: totale 4.905.219 € (100 cause di cui 31 concluse con sentenza e 69 con transazione)
– bond Cirio: totale 1.291.334 € (35 cause di cui 10 concluse con sentenza e 25 con transazione)
– bond Viatel: totale 3.939.801 € (3 cause di cui 1 conclusa con sentenza e 2 con transazione)
– bond Cerruti: totale 283.494 € (3 cause concluse con sentenza)
– bond Carrier: totale 1.590.000 € (3 cause concluse con sentenza)
– Bond Lehman Brothers: totale 94.600 € (2 cause concluse con transazione e 2 transazioni senza causa)
– prodotti My Way e 4You: totale 973.402 € (31 cause di cui 8 concluse con sentenza, 23 con transazione e 123 transazioni senza causa)
– Altri: totale 346.988 € (11 cause)

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