RISPARMIO. Educazione finanziaria, il CESE chiede di introdurla come materia di studio

Il Comitato economico e sociale europeo ha formulato un parere sul tema "Educazione finanziaria e consumo responsabile dei prodotti finanziari". Secondo il Comitato in un panorama di complessità degli strumenti finanziari, l’educazione finanziaria è fondamentale e deve essere concepita come una politica globale, basata sulla collaborazione di tutte le parti interessate: dalle amministrazioni pubbliche all’industria finanziaria, dalle Associazioni dei consumatori ai singoli cittadini. Questi, infatti, non sono esonerati dall’impegno di sviluppare le proprie capacità finanziarie, durante tutta la loro vita, per esercitare un consumo responsabile dei prodotti finanziari.

Il CESE chiede l’introduzione dell’educazione finanziaria come materia obbligatoria nei programmi di studio del sistema di istruzione, che dovrà proseguire nei programmi di qualificazione e di riconversione professionale dei lavoratori. La materia dovrà, tra l’altro, favorire il risparmio consapevole, valorizzando i prodotti finanziari socialmente responsabili. Secondo il Comitato le necessità dei consumatori di prodotti finanziari devono rappresentare un tema prioritario nell’ambito delle riunioni internazionali di alto livello, in particolare in occasione del G20; per questo chiede che sia istituito un gruppo di esperti in materia di protezione finanziaria del consumatore. Anche perché il comportamento finanziario dei consumatori sta cambiando ed è influenzato da fattori demografici, socioculturali e tecnologici. Più precisamente, oggi i consumatori cercano prodotti su misura, un trattamento più professionale, richiedono maggiori informazioni, s’interessano della destinazione dei propri investimenti e mostrano un atteggiamento critico.

Nel rapporto tra cliente e banca diventa sempre più fondamentale la corretta informazione; in futuro, un importante strumento dell’Unione europea per rafforzare la fiducia dei cittadini sarà l’atto per il mercato unico, contenente un capitolo del piano d’azione sulla tutela dei consumatori di prodotti finanziari retail, con particolare attenzione alla trasparenza delle spese bancarie e all’attuale mancanza di protezione dei mutuatari di prestiti ipotecari.

 

 

 

 

 

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