RISPARMIO. Giornata mondiale, Consumatori: situazione allarmante

Più trasparenza, più concorrenza e un abbassamento delle tariffe e dei prezzi: è quanto chiede Adiconsum di fronte ai dati emersi in occasione della Giornata mondiale del risparmio, dati considerati "preoccupanti" e che "denotano il forte pessimismo delle famiglie italiane". Per Adiconsum "le famiglie riducono il risparmio non solo per la crisi ma anche per la scarsa trasparenza e le incertezze sul futuro". Una famiglia su cinque sceglie di non investire lasciando il risparmio sui conti correnti. "Le stesse famiglie – ricorda l’associazione – chiedono crescita economica, interventi a favore di pensioni sanità scuola e lotta all’evasione fiscale".

Per Adiconsum ci sono una serie di scelte e misure che non possono più essere rinviate: una lotta all’evasione che consenta una riduzione delle tasse per lavoratori e pensionati; banche, assicurazioni e altre istituzioni finanziarie devono dare più tutela ai risparmiatori, maggiore trasparenza e semplificazione nei servizi; serve una politica energetica che garantisca gli approvvigionamenti e faccia abbassare tariffe e prezzi, in alcuni casi speculativi, evitando ulteriori tasse sulle tariffe; è necessaria più concorrenza sulla qualità e sui costi dei servizi in tutti i settori.

Situazione economica e condizione delle famiglie sono in una situazione di "gravissimo allarme": così Federconsumatori e Adusbef tornano sui dati resi noti dall’indagine Acri/Ipsos e commentano le parole del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. Le associazioni ricordano l’andamento dell’indebitamento delle famiglie: "Ben il 25% di queste ultime è indebitato, in un contesto in cui si registra una forte riduzione del credito al consumo, pari all’11% nel 2009 e a oltre il 5% nel 2010. Ulteriore dato negativo è quello relativo al peggioramento delle condizioni economiche, soprattutto a causa, per ben il 23% delle famiglie, della perdita del posto di lavoro di un componente". E aggiungono: "La fotografia della crisi è resa ancor più nitida dall’intervento del Governatore Draghi in riferimento al tasso di disoccupazione, che nella concretezza si attesta all’11%, e alla grave contrazione dei consumi in tutti settori, come da noi, peraltro, sempre denunciato".

"In questo scenario desolante non si intravedono interventi funzionali ad una svolta della politica economica nel nostro Paese – affermano Federconsumatori e Adusbef – Anzi, questa viene riconfermata, attraverso il perpetrarsi delle misure inique e sbagliate avviate finora, e con l’aggiunta di un’accelerazione del federalismo fiscale che, senza un’attenta analisi circa le cifre ed i costi standard, rischia di immettere pericolosi elementi che creano fratture nella coesione sociale del Paese". Le associazioni tornano a chiedere un’adeguata politica economica e finanziaria e la detassazione dei redditi fissi per almeno 1200 euro annui a partire dalle tredicesime di dicembre.

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