RISPARMIO. Giornata mondiale, Draghi: “Consumi ristagnano, disoccupazione reale all’11%”

La fotografia di una situazione economica che continua a vedere il ristagno dei consumi e una disoccupazione reale maggiore di quella generalmente stimata – perché si aggiungono i cassintegrati, i disoccupati, coloro che non cercano lavoro perché disperano di trovarne uno – è restituita dall’intervento del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi alla Giornata mondiale del risparmio 2010 che si è celebrata oggi. Ieri in vista della Giornata c’è stata la presentazione dell’indagine Acri/Ipsos su Risparmio e Italiani: un quarto delle famiglie sono costrette a fare debiti o a intaccare i risparmi passati per tirare avanti. Oggi la celebrazione della Giornata mondiale, nella quale Draghi ha sottolineato che "la ripresa dell’economia è forte nei paesi emergenti, debole negli Stati Uniti, diseguale nell’area dell’euro".

La recessione ha investito l’economia italiana riportandola nel 2009 ai livelli di nove anni fa. Le prospettive di crescita del Prodotto interno lordo si attestano intorno all’1 per cento. "Oggi i consumi ristagnano – ha detto Draghi nel suo intervento – perché i redditi reali delle famiglie non progrediscono e vi è una diffusa incertezza sul futuro. La condizione del mercato del lavoro è il tema centrale". Ebbene, proprio la situazione del lavoro evidenzia il perdurare della crisi: fra il secondo semestre 2008 e il quarto del 2009, ha detto il Governatore, il numero di occupati in Italia si è ridotto di 560 mila persone, con solo una debole ripresa (più 40 mila) nel primo semestre dell’anno.

Draghi parla di "tasso di sottoutilizzo" per indicare tutta l’area della disoccupazione e sottoccupazione: un tasso che in Italia ammonta all’11%. Spiega il Governatore: "Il tasso di disoccupazione ha raggiunto l’8,5 per cento delle forze di lavoro, fra le quali sono inclusi anche i lavoratori in nero. Per valutare più compiutamente la situazione del mercato del lavoro numerosi organismi statistici, nazionali e internazionali, utilizzano anche altre misure di sottoutilizzo della forza lavoro. Vengono conteggiati, assieme ai disoccupati, i lavoratori assistiti da strumenti quali la CIG, quelli che sarebbero disponibili a lavorare ma non cercano più attivamente un impiego perché disperano di trovarne uno, quelli forzosamente occupati a tempo parziale, pur desiderando un lavoro a tempo pieno. Limitandosi alle prime due fasce, si calcola per l’Italia un tasso di sottoutilizzo superiore all’11 per cento delle persone potenzialmente occupabili, come in Francia, più che nel Regno Unito e in Germania".

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