RISPARMIO. Il 5 aprile in scena a Brescia il crack Bipop- Carire

Il 5 aprile al Teatro Centro Lucia di Botticino (BS) andrà in onda "ImPOPolare, Uno spettacolo di educazione finanziaria". Di e con Roberto Capo, prodotto in collaborazione con l’Auser (associazione di volontariato e di promozione sociale, tesa a valorizzare gli anziani) di Botticino Mattina. L’appuntamento alle 21.00. Ne abbiamo parlato con lo stesso Capo.

Di cosa si racconta?

In imPOPolare si racconta di quanto siamo "manichini" quando entriamo in banca, di 20 miliardi di euro polverizzati, di 73.000 risparmiatori truffati e di come i truffatori oggi se ne stiano tranquillamente in panciolle nelle loro ville, di sentenze ignobili, di cittadini indifferenti e politici inesistenti… In poche parole si racconta del "crack BIPOP-CARIRE".

Ovvero?

All’inizio del 2000 la banca bresciana stella della "New Economy", valeva in borsa più della Fiat, quasi 20 miliardi di euro, era la prima banca italiana! A fine 2001 le sue azioni erano crollate del 95%, come è stato possibile? Nel 2005 i PM del Tribunale di Brescia Antonio Chiappani e Silvia Bonardi, depositando un memoriale di 59 pagine dichiaravano: "Abbiamo le prove del più grave scandalo finanziario di casa nostra". Per casa nostra io penso intendessero Brescia, ma dopo il "Banco Ambrosiano" non credo ce ne siano stati di peggiori… La Procura di Brescia era agguerrita, ma dopo anni di indagini il processo è passato a Milano, dove gli imputati sono stati ridotti e i reati maggiori (dal falso in bilancio all’associazione a delinquere) depennati; alla fine dopo i patteggiamenti le pene inflitte sono state solo delle sanzioni da poche decine di migliaia di euro! Ma quel che è peggio è che tutto è caduto subito nel dimenticatoio e l’indifferenza generale ha prevalso sulla possibilità, almeno, di avere dei risarcimenti per i truffati.

Perché parlarne adesso?

E’ successo, e succederà ancora! Per questo ho deciso di scrivere questo spettacolo; per farne un monito, per sottolineare la nostra immobilità di fronte al sistema finanziario, ma soprattutto per riaccendere i riflettori su questo gravissimo scandalo: ne parlo perché si possa ricominciare a parlarne! Le associazioni dei consumatori sono galvanizzate da questa possibilità, anche per loro questo silenzio era insopportabile. Io personalmente poi, avevo la necessità di dire qualcosa, perché sono uno dei 73.000 truffati e perché faccio l’attore, e credo in un teatro civile, utile, che possa dir qualcosa.

Come nasce l’idea?

Per la stesura del testo mi sono avvalso oltre a libri e pubblicazioni varie, di ore e ore di conversazione con una "persona ben informata sui fatti", che in questi anni ha raccolto faldoni di articoli di giornale sull’argomento. Il difficile è stato senz’altro riuscire a raccontare il tutto senza entrare troppo nel tecnico, mettere in fila numeri ed informazioni come fossero una storia, trasformare un’ora di monologo in un racconto emozionante… Poi se le emozioni che accompagnano lo spettatore all’uscita saranno quelle di rabbia, sconforto, rassegnazione o indignazione, poco male, l’importante è ricominciare a parlarne, con la speranza che nel giro di poche ore non cada nuovamente tutto nel dimenticatoio. E c’è un’altra piccola speranza: che l’entrata in vigore, finalmente, della legge sulle "Class Action", le famose cause collettive, in qualche modo possa dare qualche possibilità ai risparmiatori e piccoli azionisti traditi, che ora, per la legge, non possono essere risarciti.

 

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