RISPARMIO. Incassati assegni non trasferibili, la banca risarcisce. Vittoria di Confconsumatori

Confconsumatori ha ottenuto un’importante vittoria a tutela di un consumatore che aveva consegnato due assegni non trasferibili con il preciso impegno da parte del beneficiario di non metterli all’incasso. Ecco come sono andati i fatti: a marzo 2004 un consumatore ha sottoscritto un contratto preliminare di compravendita per una casa (del prezzo di 136.302 euro); in quell’occasione ha consegnato al venditore 2 assegni bancari dell’importo complessivo di 13.630 euro intestati a se stesso, con l’apposizione in entrambi i titoli della clausola "non trasferibile".

Tra le due parti c’era l’accordo che i titoli, benché contenessero una girata in bianco, non venissero incassati prima dell’atto definitivo di compravendita, dal momento che il conto corrente del consumatore non gli consentiva di trarre titoli di quell’importo. Una banca gli aveva assicurato la concessione di un mutuo per complessivi 135.000 euro, ma tale mutuo non sarebbe stato stipulato se il suo conto fosse risultato scoperto.

Nonostante gli accordi intercorsi tra le parti, i due assegni sono stati incassati. Il Tribunale di Parma, come richiesto dal legale di Confconsumatori, l’avv. Giovanni Franchi, che ha tutelato in giudizio il consumatore, ha condannato l’istituto di credito presso il quale erano stati incassati gli assegni a risarcire il risparmiatore dell’importo complessivo dei due assegni.

C’è infatti un Regio Decreto del 1933 n. 1736, secondo cui: "L’assegno bancario emesso con la clausola non trasferibile non può essere pagato se non al prenditore o, a richiesta di costui, accreditato nel suo conto corrente….Colui che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l’incasso risponde del pagamento".

"Di particolare importanza – dichiara l’avv. Giovanni Franchi – il fatto che il Tribunale abbia ritenuto irrilevante la circostanza che gli assegni fossero stati intestati a se stesso e consegnati con una girata in bianco. Quando, come nel caso, la legge è chiara ed inderogabile i comportamenti tenuti dalle parti non possono giustificare una sua violazione. Il consumatore viene così tutelato anche contro la sua implicita volontà contraria".

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