RISPARMIO. Investire in oro? CTCU: la spesa rischia di superare il guadagno

"Se nell’acquisto di oro non si fa attenzione, anziché proteggere il proprio capitale si rischia facilmente di dissiparlo": è quanto denuncia il direttore del CTCU (Centro tutela consumatori utenti) Walther Andreaus. L’associazione si sofferma infatti sugli investimenti in oro, che sembrano "decollare" in periodi di crisi finanziaria, e denuncia che "in Alto Adige si moltiplicano le manifestazioni in cui viene proposto l’acquisto di oro, indicato come estrema scappatoia da possibili crolli finanziari globali e come strumento di protezione del capitale dall’inflazione galoppante, in quanto tende a mantenere il suo valore intrinseco nel tempo. Diversi consumatori si sono rivolti al CTCU per sapere cosa implica un piano di investimento nel metallo giallo".

L’associazione però avverte: con i piani di investimenti in oro, la spesa fatta dai consumatori supera facilmente i guadagni. I costi e i rischi dell’investimento difficilmente vengono espressi, il prezzo praticato è più elevato di quello commerciale, e spesso i consumatori pagano l’oro più di quanto guadagnerebbero dalla sua vendita. Inoltre, sottolinea il CTCU, se non si verificano rialzi sul mercato nel periodo in cui detiene oro, "il risparmiatore che dopo qualche anno vuole rivendere il suo oro, ad esempio perché ha bisogno di liquidità, rischia di non recuperare neppure le spese dell’investimento".

Ecco dunque le precisazioni dell’associazione: l’oro è considerato investimento sicuro e di lungo periodo in tempo di crisi; a differenza di altri investimenti, non fornisce alcun rendimento ed è fonte di spese per la sua conservazione in cassette di sicurezza o assicurazioni contro il furto; "in un portafoglio ben diversificato, le monete o i lingotti d’oro non dovrebbero superare il 10-15% del patrimonio complessivo".

Il CTCU sottolinea inoltre che l’acquisto o la vendita di oro dovrebbero avvenire solo presso banche e operatori autorizzati e che bisogna prestare attenzione alla vendita dei gioielli: "Di norma si incassa soltanto il valore dell’oro, mentre il pregio artistico dell’oggetto è difficile da valutare e non viene quasi mai considerato. Si possono vendere solo oggetti regolarmente punzonati (marchio di identificazione del fabbricante e titolo del metallo prezioso contenuto, ossia 585, 750/1000 o superiore); la bilancia del compratore deve essere regolarmente tarata (adesivo verde)".

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