RISPARMIO. Istat su famiglie, AACC: 2011 non migliorerà

Senza adeguati provvedimenti da parte del Governo, il 2011 rischia di essere un anno ancora più difficile rispetto a quello appena trascorso. Di più: "Il 2011 rischia di essere ancora più pesante in termini di potere d’acquisto delle famiglie in considerazione dell’aumento dei prezzi all’ingrosso nel settore alimentare, della rilevante speculazione che sta avvenendo sulle materie prime, nonché delle variazioni delle tariffe dei servizi quali assicurazioni, carburanti, gas metano e trasporti dei pendolari che stanno marciando, rispetto a 12 mesi fa, con aumenti a 2 cifre".

È quanto sostiene Adiconsum di fronte agli odierni dati dall’Istat che, afferma l’associazione, confermano una crisi già prevista come difficile da superare. Non ci sono però solo i dati dell’Istat, continua l’associazione, che ricorda tutti gli indicatori economici che fotografano una situazione niente affatto rosea: "Il terzo trimestre del 2010 ha visto la diminuzione del potere di acquisto dell’1,2% reale per le famiglie. Un dato che si somma a quello della Cia (Conferenza italiana agricoltori) che per il 2009 aveva visto 1 famiglia su 3 ridurre le spese sul vitto, a quello di Confcommercio, che ha visto una diminuzione dei consumi del 2,1% nel biennio 2008/2009 e a quello dell’aumento dei disoccupati e delle persone in cerca di occupazione rilevato sempre dall’Istat".

Per l’associazione è dunque necessario che Governo e Parlamento adottino misure a sostegno delle famiglie, "a partire dall’abbattimento della fiscalità, al rifinanziamento dei fondi sociali a favore della famiglie", insieme alla proroga del Piano Famiglie sottoscritto dall’ABI con le associazioni dei consumatori.

Che la situazione quest’anno non migliorerà è opinione condivisa anche da Federconsumatori e Adusbef. Commentano i presidenti Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti: "Appare evidente che così non si può andare avanti. Di questo passo, infatti, anche nel 2011 si prospetta una situazione economica drammatica, con un PIL che probabilmente non raggiungerà l’1%". Secondo le due associazioni, peraltro, l’Istat arriva in ritardo e i dati presentati sono "fortemente sottostimati", a fronte di una previsione di caduta dei redditi che l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori stima del 9,6% dal 2007 a oggi.

Concludono le due associazioni: "La situazione sicuramente non migliorerà nel 2011, anno in cui, in assenza di interventi di rilancio della domanda interna, vi sarà un ulteriore ricaduta di 1016 euro a famiglia (dovuti soprattutto ai rincari di alimentari, rc auto, trasporti pubblici locali, ecc.). Alla luce dei nuovi aumenti di carburanti e autostrade, inoltre, tali rincari subiranno ulteriori ritocchi al rialzo".

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